giovedì 22 marzo 2018

GRATITUDINE

I due mesi di convalescenza post operatoria sono quasi finiti e restano solo pochi giorni prima di rientrare al lavoro: cosa che, onestamente, non ho assolutamente voglia di fare.
In un anno da questo cambio di compagnia le delusioni sono state purtroppo più delle soddisfazioni (che, pure, ci sono state), soprattutto perché si è trattato di delusioni a livello personale, oltre che professionale. Comunque pagare il mutuo è necessità, quindi farò buon viso a cattivo gioco e farò in modo da affrontare questo obbligo in modo che la mia vita fuori dall'ufficio non sia più di tanto avvelenata da quanto devo fare per forza.
8-17 e poi via, ci vediamo domani. Ho sbagliato a credere che dando di più si dimostrasse di più, almeno in questo campo. Dando di più si ottiene solo che dall'altra parte si pretenda di più, finendo poi per dare per scontato che tu sia lì a rinunciare a tutto in nome di un guadagno altrui e prendendoti lamentele e rinfacci qualora le cose non funzionassero a dovere.

No grazie, io sono una lavoratrice e non una schiava, e per quanto io sia grata di avere un impiego certo che altri non hanno, voglio lavorare per vivere e non il contrario.

Credevo davvero che in questi 2 mesi di semi immobilità mi sarei annoiata ma invece non è stato così. A parte il godermi i miei gatti e le persone che si sono prese il tempo per venire a farmi visita, sono riuscita a tentare qualcosa di inaspettato e soprattutto di riuscirci.
Sono riuscita a perdonarmi. Se non tutto, quasi. Sono riuscita a scavare in questo muro dove finalmente ho creato un buchino attraverso il quale, se guardi, trovi un giardino dall'altra parte.
Sono riuscita a perdonare, ma soprattutto a perdonarmi, a capire che l'istinto va ascoltato (sempre), che le persone meritano (diciamo nella media) e che alcune invece non meritano MAI, e per quanto a 37 anni questa sia la scoperta dell'acqua calda, un conto è dirlo, un altro conto è farlo.
Ho tagliato qualche ramo, mentre altri rami sono cresciuti e promettono una buona fioritura e mi sono concessa di sviluppare dei ragionamenti senza farmi prendere dall'ansia. Tutto ha una soluzione, nessuno mi costringerà a fare cose che non voglio fare e siamo tutti su questa terra, nella speranza di essere un po' contenti.
Questo conta.
Ho avuto diverse soddisfazioni che mi sono data in diversi ambiti e circostanze, è così strano quando sei tu a darti delle gioie, e non qualche sporadico episodio di felicità data da altri. Non ho fatto miracoli ma posso dirlo, sono stata fiera di me per come mi sono comportata e ho reagito in determinate circostanze e voglio promettere a me stessa di continuare su questa strada anche se sarò stressata e i ritmi quotidiani avranno di nuovo il sopravvento su di me.
Alla mia rinascita fisica, lenta ma inesorabile segue la rinascita interiore. Continua, evolve. Prima o poi esploderà. E lo sto facendo da sola, da anni, come un albero che sembrava morto ma che dentro ancora aveva vita...vita che adesso sta tornando fuori come  è giusto che sia.
Le foglie cadono e ricrescono, i piccoli animali che vivono nel tronco nascono e muoiono, ma l'albero vive.
Vive.



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