domenica 13 novembre 2011

Senza titolo 546

Mia cara Danis,

questa volta è a te che scriverò, perché il tuo saltare fuori in un commento recente di un post scritto due mesi fa è una carezza. E' sapere che qualcuno, almeno per un istante, senza avere nessun obbligo con me, mi ha pensata, e questo mi fa sentire proprio bene.

Ero passata nei tuoi "appartamenti" con una gran voglia di abbracciarti dal vivo, ma-chiaramente impossibilitata per motivi logistici-volevo almeno scriverti qualcosa, ma chssà perché stasera Splinder collabora poco, e quindi, eccomi qua.

Danis, come sto...sto.
 Tanto per citare la Boheme:"E come vivo? Vivo."

Vivo affrontando l'ennesima immersione nelle acque profonde da dove non risalgo. Non sono più profonde di altre volte, ma abbastanza profonde da non farmi vedere la superficie, della quale scorgo a malapena delle forme indistinte e poco più. Non risalgo. Non risalgo perché, fra le altre cose, sto perdendo la fiducia nella gente.

Vorrei sapertela spiegare meglio, questa cosa, ma in realtà c'è poco da spiegare, è così, semplice e secca come te la dico.
A prescindere dal tipo di legame che mi lega a loro, dal rapporto che ho con chiunque,a prescindere  da tutto, io sto semplicemente allontanandomi dal resto degli esseri umani.
Lo sento, me ne rendo conto, non ho ancora ben capito cosa abbia fatto scattare questo processo nella mia testa, ma è così.
Sono acida, incurante, indifferente, a tratti misantropica, critica, insofferente ed enormemente bisognosa del bene più grande che c'è: il silenzio.
Sono stanca della gente. E di gente che trovo carina e di buon cuore ce n'è, ma nessuno mi prende come succedeva prima, ho un impermeabile addosso. E sono stanca di me che invece sono invidiabilmente puntuale nello sviluppare nuove forme di...boh, che ne so, cosa mi prende.
E quindi...vivo. Comunque, vivo.
Vivo nella quotidiana disillusione e nella quotidiana conferma che questa disillusione ha un motivo. Vivo tirando avanti nei lati pratici e restando ferma nei lati emotivi. Vivo ridendo senza gusto, incapace, come sempre, di piangere e curiosa spettatrice di questo nuovo processo di esclusione del resto del mondo che il mio cervello ha deciso di portare avanti senza chiedere il permesso. E quindi, stiamo a vedere.

Ho smesso anche di cercare di spiegarlo agli altri, che hanno qualche problema a comprendere o si sentono così padroni della verità che ancor prima che io abbia finito di parlare sono già pronti con la dose di consigli da baci perugina.

Ma si sa, che la gente è così.

Grazie della carezza, Danis. E' arrivata come una bollicina di ossigeno quaggiù nelle acque profonde.  

1 commento:

  1. Grazie a te, Chicca , per la carezza che mi restituisci.
    So che tutti viviamo, noi vivi, certamente, con le nostre responsabilità, le caratteristiche che possono non piacere agli altri e la fatica.
    Non sentirti chissà quanto scontrosa, nemica del genere umano o antipatica.
    Si cambia, abbiamo a che fare con equilibri difficili, con le nostre paura o le forze in crescita. Lasciati pure conquistare dal silenzio. Quello che prima ti sembrava naturale, può poi rivelarsi atteggiamento lontano.
    Nessuno può dare ordini.
    Mi auguro che tu sia FELICE per QUELLO CHE SI PUO' e che la tua intelligenza ti sia accanto perchè è una caratteristica che tanto mi piace.
    Ti abbraccio forte e saluto il tuo Teo.
    sabina

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