Penso che l'Autunno è già alle porte, come aspettavo da tempo, come lo aspetto ogni anno. Un Autunno al quale seguirà un Inverno, poi una nuova Primavera e poi di nuovo l'Estate. E mi chiedo se è il caso di rallegrarsi di ciò o se c'è da rattristarsi per il tempo, inesorabile, che passa.
Penso che sia tanto bello conoscere nuova gente, ma che conoscere me stessa non è paragonabile a nient'altro, e non per misantropia.
Penso che le ferie siano un toccasana anche passate in casa, a fare quelle piccole cose che quando lavori non riesci a fare, per sentirti finalmente padrona della tua casa e non ospite sfuggente e distratta spettatrice.
Penso che i 30 anni siano un decennio terribile, dove finisci di decidere quello che hai iniziato a decidere a 20, e dove ovviamente più aspetti a scegliere e più sarà caro il prezzo da pagare dopo, nel caso tu abbia commesso un errore.
Penso che, nonostante ciò, indietro non tornerei.
Penso che tanta gente intorno a me stia cambiando vita, dopo grandi o piccoli terremoti, e mi viene da dire che quasi quasi io quei terremoti glieli invidio.
Penso che mi si prospetta davanti l'ultimo weekend prima di tornare al lavoro dopo le ferie, e mi viene da chiedermi se quest'angoscia sia dovuta solo ad un fatto di fine ferie o se effettivamente questo lavoro mi rende sottilmente infelice. Anche così fosse, chi me lo paga un mutuo di 30 anni?
Penso che ormai, nonostante i miei sforzi ed i miei evidenti miglioramenti nel corso degli anni, io sia destinata ad una vita di dubbi e di malinconia perché questo è il mio carattere, dal quale purtroppo non è possibile staccarmi con un colpo di forbice, come Peter Pan con la sua ombra. Non so se esserne felice o meno.
Penso che mi scocci fare progetti importanti, perché la verità è che mi sentirei prigioniera di quei progetti, e non la coraggiosa ideatrice. Non si tratta di apatia, ma quasi.
Penso che alla fine aspetto sempre qualcuno, qualcosa, che finalmente completi il cerchio. Non parlo di rapporto di coppia, parlo del cerchio della mia persona. Essere la mela perfetta, la pienezza seppur umana che mi renderebbe completamente illuminata ed integra ai miei occhi. Quel qualcosa o qualcuno non arriva mai.
Penso che non è giusto dover stare a 600 km di strada dal mare dove di solito mi rifugiavo quando mi sentivo troppi pensieri in testa.
Penso come sempre al passato, che è servito, ma forse neanche tanto.
Penso al futuro, che so che mi aspetta, ma non ho fretta di andare.
Penso al presente, ed ho davanti un muro bianco.
Chicca, te lo dico per esperienza, i 30 anni sono i più fecondi sotto tutti i punti di vista. Si ha salute, voglia di viaggiare, voglia di far l'amore e anche di farsi del male con certi "loops" mentali.
RispondiEliminaSe ti sentissi completa, se quel cerchio esistenziale si chiudesse, cosa avresti da fare ancora? Il tuo lavoro è un lavoro che sfrutta le tue notevoli qualità. Pensa alle donne con figli che si arrabbattano, fermo restando che quando avevo 30 anni, il lavoro è stato per me un tormento, non c'era nulla di dignitoso.
Adesso prova a raggiungere un mare ideale, il bel mare che meriti.
Ti abbraccio forte, stella.
... io penso di essere arrivata, da pochi giorni, a uno stato di grazia...
RispondiEliminaE penso che te ne voglio parlare ampliamente via lettera!
Ti abbraccio fortissimo tesoro :-*
Come stai, Chicca? Prova a buttare le parole che senti tue, staremo ad ascoltarti.
RispondiEliminaTi abbraccio.