giovedì 10 febbraio 2011

Senza titolo 541

Le domande che spesso mi pongo sono sempre molto sfuggenti..il tempo di pensarle e già non ci sono più,è  come  riconoscere qualcuno in mezzo ad una folla di gente per poi perderlo di vista e non trovarlo più.
A volte mi chiedo se la direzione che prendo, il più delle volte senza incertezze e con piena consapevolezza, sia giusta, o se, ignara di una qualche deviazione, io stia prendendo un sentiero che non mi appartiene. Sono brava, il più delle volte, a darmi risposte. Sono brava perché mi conosco meglio di chiunque altro e negli anni ho costantemente e infallibilmente dimostrato a me stessa che ascoltare i miei "autoconsigli" mi ha portato a fare zero errori rispetto all'ascoltare qualcun'altro.
Nonostante ciò, a volte mi fermo a prendere fiato e mi chiedo se per caso non debba succedere che, una volta percorsa fino in fondo la strada, non mi trovi ad accorgermi che il percorso era tutto sbagliato e che se solo avessi preso in considerazione un'alternativa, forse, chissà.
Poi c'è il momento dell'urto di nervi, contro me stessa ovviamente, per il fatto di pormi domande da sfigatella adolescente quando in  realtà sono adulta da un pezzo e non amo prendere come scusa il fatto che al giorno d'oggi si cresce più tardi, come è solito dire chi ancora non è cresciuto.
Certe domande me le sarei dovute togliere di mezzo tanto tempo fa, e invece puntualmente continuo a farmele. Che urto, che fastidio.
E l'urto viene dal fatto che chi mi circonda si comporta sempre allo stesso modo, a ciclo continuo, cosa che mi fa presupporre che in realtà l'errore di fondo sia mio, non loro. Mio e del mio modo di pormi nei confronti degli altri, perché, per inciso, se c'è un'altra cosa che non amo è  fare la vittima.
Vuoi vedere che è vera quella teoria che sostiene che è meglio essere temuti che amati. Il timore  ha come conseguenza più diretta ed immediata il rispetto, cosa che teoricamente dovrebbe essere normale e scontato anche nell'amore, ma non lo è. Non per tutti. Ed essere temuto fa sì che il resto del mondo ti prenda per bene le misure e lasci a te la possibilità di fare altrettanto, a prescindere dal tipo di rapporto che ti lega a qualcuno.
Giungo alla conclusione che lasciarsi amare spesso porta a subìre una qualche prevaricazione, da parte di chi, magari, è del tutto ignaro di ciò che sta commettendo ma che è tanto sicuro dell'amore che vi lega che non si prende il disturbo di fermarsi a riflettere.
A questo punto tanto vale farsi temere.
Tutta la gente che conosco e che è temuta, in realtà è anche quella più amata.

4 commenti:

  1. Il tuo ragionamento non fa una grinza.

    Ma chi sei davvero tu?

    Quella che si lascia amare, o quella che vuol essere temuta?

    Sii ciò che sei e... accettane le conseguenze.

    Imparando a convivere nel migliore dei modi con la tua natura.

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  2. Ciao, Chicca. Ho sempre pensato a te come ad una ragazza molto matura e dimostri di esserlo con queste domande interessanti ed intelligenti. Forse ti fa male la percezione che hai di te, forse vorresti alternative ed il tempo non aiuta ma chiude le strade. Sii serena, Chicca, e non recitare ruoli che non sono tuoi. Ma chi l'ha detto che bisogna farsi temere? Io non amo le persone così.
    Ti stimo e ti voglio bene, ricordalo.

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  3. Passo da te per dirti di tornare a scrivere, cosa che ti aiuta a pensare e a scoprire che ti vogliamo bene.
    un bacio da
    zia Danis

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