INCAZZATA NERA
Volevo che questo weekend fosse di "riposo e cure", come ti dicono quando sei malato. Io x fortuna non lo sono, ma avevo progettato un amabile fine settimana di cazzeggio (anche se durante i giorni feriali non ho avuto e non avrò molto da fare)che è stato puntualmente costellato da gente che se ne esce con stronzate immani, altri che mandano fiori non richiesti, altri ancora che mi dicono cose incredibili riguardo persone insospettabili -e non ho neanche il beneficio del dubbio, data l'affidabilità del soggetto che mi ha confidato quanto ha visto- Proprio vero che la gente non si conosce mai abbastanza a fondo. Ti fa quasi venir voglia di non conoscere a fondo nessuno, perché ogni volta io mi stupisco di nuovo, a sentire certe cose. Mah!
Ma lasciamo stare questo: non potendo fare nomi, inutile che sto qua a parlare in astratto a voi che non sapete..meglio cambiare discorso.
Allora vi parlo di un altro tassello di incazzatura che mi sono presa ieri:nel pomeriggio io e mia madre ce ne siamo andate ad una conferenza sulla letteratura magrebina, tenuta dalla mia ex prof delle superiori, (che pur essendo una prof. "vecchio stampo", quasi da libro Cuore, era di quelle che ti spiegava il latino come lingua viva e che ti faceva quasi mettere a piangere quando ti spiegava la letteratura)e dal giornalista e scrittore tunisino Salah Methnani, che lavora in RAI e vive in Italia da vent'anni.
La prof ha tenuto un bellissimo e interessantissimo intervento sul tema "Le donne e l'Islam", facendo riferimento in particolare alle scrittrici Fatima Mernissi e Assia Djebar (delle quali devo assolutamente leggere qualcosa) soffermandosi su spezzoni di loro opere che descrivono con delicatezza e poesia la donna islamica come moglie e madre e la donna islamica in quanto tale. E' sorprendente vedere quanto, nonostante le ovvie differenze di cultura, religione e tradizione, alla fine la persone abbiano racchiusi in se' gli stessi sentimenti e gli stessi moti d'animo di ogni altro essere umano lontano in ogni modo dalle proprie radici: sentire di donne che s'incontrano e parlano insieme delle proprie vite mi ha fatto pensare molto a quello che facciamo noi ragazze quando ci vediamo, e ovviamente mi ha fatto pensare molto ad Artemisia, che di sicuro avrebbe gradito.
E' stato poi il turno di Methnani, che ha illustrato un percorso abbastanza personale sulla propria condizione di immigrato tunisino in Italia e sul proprio lavoro di giornalista. E qui, ecco l'incazzatura.
Il giornalista e scrittore ha usato toni e termini che dire amareggiati è dir poco: una persona laureata, di cultura, che viene qui 20 anni fa spinto da una passione e da un amore irrefrenabili verso la storia e la cultura romana e che, dopo un mese, è già pronto a tornare nel suo Paese tanta è la delusione delle sue aspettative.
Una persona che poi è rimasta in Italia per altre circostanze e che si è vissuto sulla propria pelle l'atteggiamento scostante di chi non accetta il diverso, dopo che, nel suo Paese, si era sempre sentito dire che l'Occidente era il luogo della democrazia, della libertà di parola, dello scambio di idee.
Una persona, un PROFESSIONISTA, uno che ha scritto libri ed ha intervistato persone importanti, scambiando anche con loro esperienze di vita e che dopo i fatti dell'11 settembre continua a subire una sottile e imperturbabile sorta di razzismo da gente che, fra le righe ma neanche tanto, lo accusa di essere un "uno di quelli": un terrorista, un estremista, un fanatico, solo perché le fattezze fisiche lo collegano ad altri. Sei un terrorista, ergo: non puoi parlare,figuriamoci se puoi fare il giornalista! perché è la tua gente che fa questi casini. E' la tua gente che sgozza, rapisce, tortura, spara, è la tua gente che non fa altro che mettere bombe ovunque si trovi.
La domanda che quindi ci si poneva era questa (base del dibattito): può la forza della letteratura cercare di spazzare via queste distanze e questa forma di razzismo? E' ancora possibile ricevere ed ottenere informazioni culturali e politiche-anche dai mass media- che non manopolino l'opinione che ognuno di noi ha diritto ad avere?
Durante il dibattito un esempio lampante che certa gente dovrebbe stare a casa sua e chiudersi nel cesso è stato un tizio del pubblico con evidenti intenzioni polemiche, che ha continuato a rivolgere domande idiote e senza senso a Methnani. La cosa che veramente mi ha fatto uscire dai gangheri è stata che, nel rivolgersi a lui, gli dava del TU: ora, posto che qui da noi dare del tu a chiunque, anche a gente che non si conosce, è forma dialettale, ho avuto in questo caso la netta sensazione che non si trattasse di abitudini di dialetto: uno che viene ad una conferenza di questo tipo non è una persona "ignorante" e quindi escludo che si trattasse di pura e semplice casualità.
Questo tizio dava del tu allo scrittore perché voleva evidenziare altro,secondo me. E anche secondo mia madre, che ho dovuto tenere per una manica della maglia perché non si avventasse sul maleducato soggetto e gli azzannasse la giugulare.Perchè gli dai del tu? Perché è tunisino? Perché fa molto VUCUMPRA'?? Perché è un nemico dell'occidente e quindi è immeritevole di rispetto "a priori"? Perché???
Le risposte, comunque, sono state molteplici: in generale regna un profondo disincanto sulla "pulizia" delle informazioni che circolano ( o, per meglio dire, delle informazioni che ci arrivano, perché c'è anche da dire che molte cose, anche degli orrori disumani, noi non li sapremo mai perché vengono insabbiate da chi di dovere molto prima che i fatti vengano scoperti): in altre parole: se ti aspetti che la TV o i giornali ti dicano qualcosa di vero e onesto, stai fresco. Ti devi armare di buona volontà e cercarti da solo la verità dei fatti, se la vuoi, perché non c'è altro modo.
Ma la speranza che la letteratura possa quantomeno lenire questa orribile situazione questo si, ancora ci si può sperare. Perché se adesso abbiamo paura di tutto e di tutti è perché il terrorismo ce lo siamo fatto fare nella testa, riempiendoci il cervello di stereotipi: lo stereotipo del terrorista islamico, quello dell'albanese, quello del ROM, del rumeno, del satanista, del chicchessia. Senza considerare che se uno è un delinquente e fa del male, qualsiasi sia la sua provenienza e credo, va punito e basta. Ma l'Uomo ha sempre avuto bisogno di un capro espiatorio per poter continuare a spiegarsi certe cose difficili da capire, e oggi c'è solo l'imbarazzo della scelta per poter sfogare il proprio terrore di vivere.
E la letteratura fa questo: combatte gli stereotipi. Dici niente. Sempre che uno abbia l'apertura mentale sufficente per potersela far aprire, la testa. Se già è chiusa con la ceralacca allora c'è poco da fare.
Ma speriamo di no..
Buon giorno Chicca.....
RispondiElimina:(
a differenza tua....ho smesso di sperare.......
Ma no..la speranza non si deve mai perdere, altrimenti è davvero finito tutto.. Un bacio, carissimo!
RispondiEliminasperiamo davvero....anche se le preconcetti e il razzismo regnano sul nostro paese!!
RispondiEliminaio tento sempre di non cadere in luoghi comuni e stereotipi che mi spaventano
RispondiEliminama non è facile,non amo neanche l'idea di vivere di speranze globali che francamente per me NON esistono...molte cose mi hanno portato a questa sottile intolleranza di fondo e,nonostante io cerchi con tutte le mie forze di combatterla,persiste e sopravvive.
ma non solo nei confronti dei "diversi"...ma nei confronti di tutti.
sarò infantile,forse precipitosa...ma certe ferite sono ancora aperte.
ciao cucciola, scusa la latitanza... varie cause... lavoro, un po di sfiga, e ora una cara vecchia amica la paura... tesoro buona felicità....tienila stretta stretta, ti abbraccio.
RispondiEliminaE' indubbio, cara amica, che sarei stata molto felice di assistere a questo incontro culturale, ma grazie a te ne ho avuto un assaggio, che, in parte, è stato amaro.
RispondiEliminaVedi, il signor Methnani si è ritrovato nella stessa bufera che ho vissuto io a soli 13 anni, quando erano quelli "della mia razza", i serbo-bosniaci, a essere considerati I Carnefici, I Tagliagole, I Sanguinari. E benchè io fossi nata e cresciuta in Italia, ero della loro stirpe, e per questo "identica a loro". E non ha avuto alcuna importanza se a quell'età mi sono sobbarcata una classe di 16 profughi bosniaci (non uno serbo, erano tutti croati e musulmani) per inserirli in una scuola italiana e aiutarli a imparare una nuova lingua. Per gli italiani io rimanevo la figlia di gente priva di scrupoli, assassina, ero pericolosa e inaffidabile.
Certe cose pesano, e mi spiace molto per questo giornalista. Ma lui deve continuare a fare il suo lavoro anche per questo. Per sostenere la verità, le sue esperienze, e quelle di altre persone che, altrimenti, rimarrebbero marchiate da pericolosi clichè.
Sono d'accordo con te su tutto. La letteratura deve servire a mostrare le varie facce della realtà, e anche se spesso si trova della letteratura spazzatura o intollerante, si trovano anche molti esempi brillanti, capaci addirittura di grande autoironia. Mi riferisco a un libretto semplice e scorrevole di Randa Ghazy, "Oggi forse non ammazzo nessuno. Storie minime di una giovane musulmana stranamente non terrorista", Fabbri edizioni, 13 euro, dove la protagonista parla delle sue esperienze surreali con amici musulmani e italiani, facendoci capire quanto siano confusi entrambi.
Ma è solo un semplice esempio, ce ne sono molti altri ancora, tra cui le due straordinarie scrittrici cui ha accennato tu stessa e che hanno scritto libri Veri.
Si parla tanto di "crisi dello scrittore", non so se hai letto della diatriba sorta fra Scurati e Piperno, alla vigilia del laboratorio di scrittura "Officina creativa" creato da Scurati. Beh, Piperno afferma, in sostanza, che il ruolo della letteratura è nullo, non serve a niente, e l'altro ha, ovviamente, molto da ridire.
Insomma, non so a te, ma a me certi intellettualoidi impazziti e annoiati mi verrebbe da appenderli al muro, in modo da lasciare libero spazio ai ragazzi che hanno davvero qualcosa da dire, e la volontà di cambiare un paio di cose nella realtà attuale!
Artemisia
Incazzosa e sensibile. Delusioni..... non mancano proprio mai...... come le incazzature..... niente consigli per te, cara..... solo un abbraccio di comprensione culturale.
RispondiEliminabuon weekend anche a te cognatina....che dirti...ho visto di recente cm razzismo e intolleranza siano ancora molto radicati qui in Italia....un abbraccio
RispondiEliminaBuon giorno Chicca...come va oggi?
RispondiElimina(o meglio stamani....sto ancora cercando la materia grigia sul cuscino ahhahaahahahaha)