lunedì 19 febbraio 2007

Senza titolo 219

"Mer Girl"

I ran from my house that cannot contain me
From the man that I cannot keep
From my mother who haunts me, even though she's gone
From my daughter that never sleeps
I ran from the noise and the silence
From the traffic on the streets

I ran to the treetops, I ran to the sky
Out to the lake, into the rain that matted my hair
And soaked my shoes and skin
Hid my tears, hid my fears

I ran to the forest, I ran to the trees
I ran and I ran, I was looking for me

I ran past the churches and the crooked old mailbox
Past the apple orchards and the lady that never talks
Up into the hills, I ran to the cemetery
And held my breath, and thought about your death

I ran to the lake, up into the hills
I ran and I ran, I'm looking there still
And I saw the crumbling tombstones
All forgotten names

I tasted the rain, I tasted my tears
I cursed the angels, I tasted my fears

And the ground gave way beneath my feet
And the earth took me in her arms
Leaves covered my face
Ants marched across my back
Black sky opened up, blinding me

I ran to the forest, I ran to the trees
I ran and I ran, I was looking for me
I ran to the lakes and up to the hill
I ran and I ran, I'm looking there still

And I smelled her burning flesh
Her rotting bones
Her decay

I ran and I ran
I'm still running away


 


Ragazza del mare


 


Sono corsa via dalla mia casa che non può contenermi


Dall’uomo che non riesco a tenermi


Da mia madre che continua a manifestarsi, anche se se n’è andata


Da mia figlia che non dorme mai


Sono corsa via dal rumore e dal silenzio


Dal traffico delle strade


 


Sono corsa sulle cime degli alberi, verso il cielo


Verso il lago, nella pioggia che mi ha infangato i capelli


E ha inzuppato le mie scarpe e la mia pelle


Ha nascosto le mie lacrime, ha nascosto le mie paure


 


Sono corsa verso la foresta, verso gli alberi,


e ho corso e ho corso,mi stavo cercando


 


Ho corso oltre le chiese e la vecchia cassetta delle lettere storta


Oltre il campo di mele e oltre la signora che non parla mai


Verso le colline, ho corso verso il cimitero


Ho trattenuto il respiro e ho pensato alla tua morte


 


Ho corso verso il lago, fin dentro le colline


Ho corso e ho corso, sto ancora cercando là


E ho visto le lapidi a pezzi


Tutti nomi dimenticati


 


Ho assaggiato la pioggia, ho assaggiato le mie lacrime


Ho maledetto gli angeli, ho provato le mie paure


 


E il suolo mi indicava il cammino sotto i piedi


E la terra mi ha presa fra le sue braccia


Le foglie mi coprivano la faccia


Le formiche mi camminavano sulla schiena


Il cielo nero si è aperto e mi ha resa cieca


 


Ho corso verso la foresta, ho corso verso gli alberi


Ho corso ed ho corso, mi stavo cercando


Ho corso verso i laghi e sulla collina


Ho corso ed ho corso, sto ancora cercando là


 


Ed ho annusato la sua carne bruciare


Le sue ossa decomporsi


Il suo disfacimento


 


Ho corso ed ho corso


Sto ancora correndo via.


 


(Madonna)



2 commenti:

  1. bellissime le parole di questa canzone....

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  2. "sempre se sopravviviamo al tuo compleanno, cosa che desta in me qualche vago sospetto e dubbi molteplici" ORA E' UFFICIALE... HO PAURA! che hai in mente????


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