Quante cose sono cambiate dall'ultimo mio post.
Tuttavia, nonostante le mie lunghissime e frequenti assenze, lasciare questo luogo sarebbe come lasciare la casa dove si è cresciuti, e per quanto la mia ispirazione nella scrittura latiti da tempo e io venga qui sempre meno spesso, ogni tanto mi piace tornarci.
Oggi è il 1 giugno.
Fra 14 giorni compio 40 anni.
Ho iniziato a scrivere questo blog a 23.
Guardarmi indietro mi è sempre piaciuto, così come il pormi domande, il ripercorrere i miei passi.
Questo è un momento piuttosto strano per tale processo, è un anno iniziato in un modo mai visto prima: un'epidemia che ci ha costretti alla chiusura, al restare in casa, a pensare.
Non ne ho sofferto tanto prima, quanto adesso, nel momento del ritorno alla vita, avendo avuto finalmente la prova tangibile del fatto che le cose sono imprevedibili e la nostra volontà è ben poca cosa a confronto di quanto la vita decide per noi, ed in fondo, è anche un'ottima lezione da tenere presente.
Un anno all'insegna di cambiamenti profondi, questo qui, cambiamenti iniziati a fine 2019 e finalizzati da poche settimane, dove ho ancora una volta avuto la prova tangibile del fatto che il mio carattere sta diventando meno spinoso, più morbido e capace di affrontare alquanto serenamente i cambiamenti, il che dimostra di nuovo a me stessa che ne sono in grado, più di quanto io pensi e mi giudichi capace.
Nonostante le improvvise(e comunque più rare rispetto a prima) tirate di capelli che il mio stato di ansia mi riserva alle volte, nonostante il trovare negli altri tante cose meravigliose- ovviamente, le stesse cose che trovo orribili su di me- sento che il pezzo di terra duro e poco malleabile che ero prima si sta ammorbidendo e sta trovando la sua dimensione nel modellarsi in maniere diverse, invece che restare fermo sui suoi punti di riferimento senza riuscire effettivamente a staccarsi.
Ora riesco a lasciare la presa dagli scogli sui quali prima mi aggrappavo disperatamente per paura del mare aperto, e per quanto la nuotata possa a volte rivelarsi ardua e difficoltosa, vada come vada: io nuoto.
Non mi sento più incompleta ma semplicemente in costante miglioramento, non mi mancano pezzi ma trovo che quelli che ho già vadano limati e perfezionati; non sono più alla ricerca di qualcosa che mi possa completare e soddisfare, ma sono ME.
Il "me" indica certamente una cosa: di sicuro non mi concederò mai un essere completamente soddisfatta di me stessa, ma nemmeno una mia nemica. Penso, rifletto, mi osservo, vedo che i miei capelli iniziano a cambiare vagamente colore e a volte intravedo allo specchio la persona vecchia che sarò, ma tutto sommato riesco abbastanza a perdonarmi per tutto ciò.
Lo scorso anno, inaspettatamente, è arrivato Giorgio: la persona della mia età matura. La persona con la quale continuo a divertirmi come se fossimo due adolescenti cretini ma con cui il legame non è più 1/2 + 1/2=1, ma 1+1=2.
Due persone intere che formano un duo, sul quale si lavora e si costruisce ogni giorno.
Doveva arrivare Giorgio affinché il regalo più grande si potesse compiere, ovvero rendermi conto di cosa sono diventata a questo punto della mia vita. Lui è un po' il mio specchio riflettente, quando invece chi c'è stato prima, chi volente e chi no, semplicemente prosciugava la mia immagine in quello specchio.
Il destino mi ha fatto un presente strano: non solo mi ha portato qualcuno che potesse riflettermi senza far scomparire il mio viso allo specchio, ma mi ha anche dato la possibilità di far tornare gente del passato quando avevo finalmente la capacità di vederla per quel che era, godendo non tanto del meritato benservito che ho rifilato non senza soddisfazione, ma soprattutto godendo del fatto che io ero lontana ormai anni luce dalla persona che ero stata quando loro erano parte della mia esistenza.
Il cercare di scorgere la mia me di prima è qualcosa su cui indugio molto, in tanti modi: dal commuovermi per una serie di pubblicità di quando ero bambina e cercare le stesse sensazioni e stati d'animo, al pensare a cosa stava succedendo nella mia vita "tot anni fa in questo periodo", il ricordare semplicemente tante cose, costantemente . La differenza sostanziale, però, è che adesso non lo faccio più con dolore e mancanza, ma con un dolce senso di nostalgia che mi accompagna.
Penso con più dolcezza al passato, con meno senso di oppressione al futuro, e soprattutto penso con concentrazione al presente.
Ogni tanto cado, crollo, sapendo di avere vicino a me qualcuno che sostiene la mia testa stanca e il mio cuore in tumulto quando ne avverto la necessità, e il potersi abbandonare a questo sollievo senza dovermi preoccupare, mi ripaga di tutto ciò che ho affrontato per arrivarci.
Sono stata fortunata. Sono stata brava.
Nessun commento:
Posta un commento