Da quando mia zia si è iscritta a Facebook, spesso posta in bacheca delle foto prese da un altro profilo che si dedica totalmente alla pubblicazione di foto d'epoca del paese dove lei vive, dove io sono cresciuta e dove ho vissuto anch'io per tutta la mia infanzia.
Ieri, mentre aspettavo che mi venisse un po' sonno per potermi mettere a letto, ho fatto un giretto in questo profilo, divertendomi a cercare di riconoscere, in quelle foto che ritraggono un paese di campagna del dopoguerra, le strade che, per anni, ho percorso e conosciuto, le prime che abbia mai imparato .
E, fra tutte, mi è capitata sott'occhio questa foto:
Questa è una delle stradine del centro del paese, sotto la piazza, dove viveva anche la mia compagna di scuola, Ilaria. Quella piccola discesa ripida che si vede in fondo a questa immagine mi ha travolta in una sequenza di immagini vivide: ho sentito il freddo sulle guance di quando, in inverno, la percorrevo la sera dopo essere stata a giocare da Ilaria, o di ritorno da una commissione per mia nonna al negozio di alimentari. Ho rivisto il buio rotto dai lampioni arancioni , le finestre illuminate e qualche gatto randagio che scappava via sentendo i miei passi avvicinarsi. Ho ripensato alla mia contentezza di bambina all'idea del Natale imminente, ai regali che avrei ricevuto e al lavoretto fatto a mano che avrei portato da scuola per la mia famiglia. E mi sono sentita esattamente così , anche ieri sera.
Per una volta, davanti a questa foto, la contentezza di aver ritrovato queste sensazioni e questi ricordi è stata più veloce della nostalgia.
Per un brevissimo momento, ieri sera sono stata perfettamente felice.

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