DEL NATALE, DELL'ARTE E DI TUTTO IL RESTO.
Beh, un altro Natale è arrivato e se n'è andato. Oggi è il 26 Dicembre.
Una pace di santi.
Sono sepolta in casa da ieri: quest'anno, per la prima volta in vita mia, sono finalmente riuscita a passare un Natale in tranquillità senza gente intorno, da sola con Teo. E giusto perché Teo si è voluto unire, altrimenti, se lui avesse preferito raggiungere i suoi, avrei tranquillamente passato il Natale da sola.
Tanto per cambiare, avevo ragione. Non avevo più memoria di un Natale senza depressione festiva.
Quest'anno la depressione non è arrivata.
Molto lo devo anche al fatto che ho lavorato moltissimo fino all'ultimo secondo, fino al 24/12 alle 13.00, senza avere modo di realizzare più di tanto che le feste sopraggiungevano in tutta fretta. Ciò ha purtroppo avuto una conseguenza negativa, che è stata quella di farmi perdere molto dell'atmosfera natalizia, le cose che amo fare durante questo periodo, come le passeggiate in giro per negozi, cucinare cose buone, guardare i film e i cartoni delle feste che più amo.
Ho lavorato senza riserve, rendendo a mio modo grazie del fatto di averlo, un lavoro.
Molti, in questo Natale, il lavoro non ce l'hanno, e sento che è mio dovere tenere sempre a mente questo fatto, e ringraziare ogni minuto dei miei privilegi, della mia fortuna.
Quindi insomma,ieri ho giusto preparato un pranzetto ipercalorico a Teo (l'unica frittura che faccio in un anno è per Natale) e ce ne siamo stati a casa a vegetare, riposare e guardare tantissima TV, scegliendo tutti i programmi più smielati che i canali potessero mandare in onda . I regali li avevo comprati da tempo, ce ne sono ancora alcuni da scambiare, ma la cosa bellissima è che quest'anno ho avuto tanta ispirazione per i miei auguri. Ho scritto biglietti e messaggi che venivano dritti dal cuore, senza nessuna fretta, senza frasi fatte...si perché a volte capita di non avere ispirazione, e si finisce per scrivere qualcosa che non senti fino in fondo.
Invece quest'anno no, avevo un mondo da scrivere, e l'ho fatto senza timore di apparire ridicola o sdolcinata.
E siccome si sa, "what goes around, comes around", io in questo fine anno ho ricevuto in regalo qualcosa che non può essere comprata: delle frasi che mi hanno scaldato il cuore così tanto da creare dal vapore acqueo, che è uscito fuori tutto a lacrimucce! Eh, l'età non aiuta in queste cose, si sa.
Ci sono stati nuovi amici che mi hanno detto cose bellissime. Vecchi amici che mi hanno già prenotata per venirmi a trovare e passare un po' di tempo insieme, altra gente che delle semplici parole mi hanno fatta...felice.
Felice.
Forse è anche la crisi? Non so, ma io quest'anno ho visto coi miei occhi la crisi economica nei negozi, a differenza degli anni scorsi dove si parlava di difficoltà ma poi i centri commerciali strabordavano di gente. Quest'anno non c'era nessuno, nei negozi. E va benissimo così, perché ogni tanto ci si ricordi che non è tutto uno spendi spendi, c'è altro. Poi ovviamente mi spiace per chi è in difficoltà, ma il limite imposto nello spendere ha donato, secondo me, un po' di luce in più per vedere più in là del proprio portafoglio.
Ho anche passato tanto tempo con degli amici, quando ho potuto: ad inizio Dicembre, ne ho avuti 4 a casa mia, tutti insieme, in un tourbillon di coperte, file in bagno, lenzuola e coperti a tavola. Sono stati da noi e poi ce ne siamo andati a Milano, a vedere 2 mostre che da tempo puntavo: "Dracula e i vampiri" e "Body Worlds", di Gunther Von Hagens.
La prima mostra era molto ben allestita, sebbene molto incentrata su tabelloni informativi (ed io qui ero già informata, perciò era un po' superfluo e stancante rileggere tutto) e sulla versione cinematografica del Dracula di Coppola, dalla quale sono riuscita a prendere questo grazioso souvenir:
Che emozione vedere dal vivo e a distanza di 10 cm la vera ed originale armatura che Gary Oldman indossava nel film, così come incredibilmente emozionante è stato vedere, in una teca, la primissima edizione del romanzo di Stoker, con tanto di sua dedica alla madre...ma di quello non sono riuscita a fare foto. L'unica foto che ho fatto, questa qui sopra, è stato grazie alla custode della sala, che è stata così gentile da dirmi:"Fai la foto, ma io non ti ho vista!" :)
Fortunatamente non c'era nemmeno tantissimo riguardante Twilight, cosa che temevo, e per fortuna chi ha allestito la mostra ha avuto abbastanza buon gusto da evitarlo.
Ci siamo poi spostati verso l'altra mostra, che è stata finalmente allestita anche in Italia, permettendomi di vedere una cosa unica nel suo genere, provando una sensazione indescrivibile.
L'arte di Von Hagens, medico/artista, ha sempre creato molti pareri discordanti ma soprattutto ha sempre sollevato molte critiche e dibattiti etici per via del fatto che i suoi modelli sono...cadaveri.
Von Hagens ha creato una tecnica chiamata "plastinazione", che trasforma i corpi senza vita di donatori volontari (i quali, naturalmente, restano anonimi) in manichini-anche se il termine non mi piace-cristallizzati nel tempo ed esenti da putrefazione, al fine di svelare i meccanismi del nostro corpo e contribuire ad una campagna di informazione e prevenzione, spingendo così chi visita le sue mostre a prendersi cura il più possibile del proprio corpo, che nelle sue esposizioni si mostra in tutta la sua meraviglia.
Certo, questo spettacolo crea un momento di smarrimento ai più impressionabili. Due dei nostri 4 amici hanno preferito abbandonare la mostra e aspettarci fuori, li abbiamo trovati al bar armati di caffè e molte bustine di zucchero, ma mi spiace che lo "shock" abbia avuto la meglio su di loro, perché è vero che Von Hagens sceglie anche di rappresentare delle scene un po' strane, come questa qui sopra, ma è anche vero che non capita spesso e che non si trovi in nessun libro una così precisa rappresentaztione di ciò che abbiamo dentro, e di come è formato il nostro corpo.
Io ne sono uscita con una grande serenità, davvero. Ho capito più di quanto già non sapessi che il mio corpo si comporta di conseguenza a come mi comporto io con lui, e non sono mai stata tanto felice di aver smesso di fumare, dopo aver visto in che condizioni versa un polmone di chi è stato fumatore per la vita...una specie di cuscinetto nero con delle crepe profondissime,nere anch'esse...
Non capisco davvero chi critica. Probabilmente chi lo fa non si trova a suo agio, o per qualche motivo rifiuta la rappresentazione così diretta di ciò di cui è fatto, e questo secondo me è male, anche perché sono pressoché certa che una buona parte di questa polemica parte da questioni di stampo religioso e si sa, scienza e religione non sono mai andate d'accordo, purtroppo.
Su You Tube si trovano degli interessantissimi video esplicativi, dove lo stesso Von Hagens realizza col suo staff dei modelli per le proprie opere. Approfondirò l'argomento, tranquillizzata dal fatto di aver visto dei genitori intelligenti portare tantissimi bambini alla mostra. Tantissimi bambini i quali, privi di ogni pregiudizio, hanno dimostrato, con le domande che sentivo nelle sale mentre passavo, di imparare tutto quanto fosse possibile in questa mostra, e di aver colto l'essenza più profonda di quello che Von Hagens vuole trasmettere.
Io però prima di morire ne ho ancora un po', se il destino non ha altri piani per me, e quindi è nella mia natura umana tirare delle somme anche per questo anno che si appresta a finire.
Com'è andato questo 2012? Sebbene non ci siano stati degli eventi di estrema importanza da portare sotto i riflettori,posso concludere che il 2012 è stato un anno positivo: tanto lavoro, diverse soddisfazioni in campo professionale, ma anche diverse arrabbiature e momenti di estrema pressione, che certo si devono mettere in conto ma quando ci sono non si vede l'ora che passino. Tanti amici nuovi, tante conoscenze da approfondire e far sì che passino dall'essere conoscenze ad essere amici. Nessuna malattia, nessuna morte mi ha attanagliata, e lo stesso, per fortuna, posso dire dei miei cari.
Tutto a gonfie vele col pazientissimo Teo, che sembra non risentire minimamente dei nostri quasi 6 anni insieme e continua ad essere la persona speciale che è, senza cambiamenti e senza falli.
Si, insomma, un anno tranquillo e pacifico.
E andiamo avanti.




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