Il tramonto visto dal balcone della mia casa (la prima che io ricordi) dopo la mia festa di compleanno, mentre giocavo con dei timbri a forma di animali che mi avevano regalato.
I pomeriggi con le bambine che vivevano nel mio condominio, quasi sempre con la palla, che piano piano si sgonfiava e ogni tanto se ne comprava un'altra, e un'altra ancora.
Il rumore degli zoccoli al rientro dalla spiaggia di sera, quando il sole si tuffava nel mare. E quella fontanella per sciacquarsi i piedi dalla sabbia che aveva costantemente un paciugo fangoso dove non volevo assolutamente mettere i piedi.
Mia nonna che rompeva una noce di cocco col martello sul muretto davanti casa. I miei che invece facevano dei buchi nella buccia per infilarci dentro una cannuccia, ognuno col suo colore, per bere il latte prima di rompere la noce.
La sensazione di libertà che si respirava gli ultimi giorni di scuola, e quella strana aspettativa quando le vacanze finivano.
La gioia di comprare il nuovo diario scolastico.
I libri delle vacanze.
Stare ore ad ascoltare lo stereo senza preoccuparsi dei compiti del giorno dopo.
Sedere nel cortile di casa di mia nonna la sera, ascoltando i grilli cantare e salutando le vicine che passavano.
Il luna park.
Il giocattolo regalato ad ogni fine anno per tutti gli anni delle elementari come premio per i bei voti.
La settimana passata dalla zia di Ancona, con tutti i cugini più grandi che mi portavano a spasso a turno.
I ciucci di plastica nelle stringhe delle scarpe.
I giornaletti da adolescente divorati in 2 minuti.
I mercatini sul lungomare-orecchini colorati-parei-profumo di doposole-musica alta dagli chalet.
Il gelato che piaceva tanto a mia mamma, che io e mio papà andavamo a comprare appositamente in un bar di un paese vicino al nostro.
Il parco giochi, di quel paese, tutto fatto di legno.
I sandali.
Il caldo che non ti faceva dormire, finché non ti giravi nel letto con la testa dalla parte dei piedi e viceversa. Non ho mai capito perché, ma funzionava.
Le canzoni tormentone di tutta l'estate. Il Festivalbar.
Cantare a squarciagola stando in piedi sui sedili posteriori della Dyane di mia mamma e la testa fuori dal tettuccio decappottabile.
L'invidia dei miei zii più grandi che la sera uscivano con gli amici per andare a ballare.
Il mercato di paese, tutti i martedì.
L'odore dei braccioli e del materassino nuovi. I sandali di gomma per entrare in acqua. Le scottature che non ti facevano stare in nessuna posizione.
Le cene sul balcone dell'appartamento. Le pubblicità degli anni '80.
Il cocomero che ti lasciava tutto appiccicoso.
La nostalgia dei compagni di scuola.
La malinconia della spiaggia sempre più vuota a fine agosto. Le prime piogge.
Fine.
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