martedì 9 novembre 2010

Senza titolo 538


L'ILLUSIONISTA

Sono passati 7 lunghi anni da quando Sylvain Chomet mi ha fatto il bellissimo regalo di "Appuntamento a Belleville", che resta, dopo tutti questi anni, uno dei punti fermi della mia personale classifica cinematografica.
Non posso e non voglio dire che "L'illusionista" sia anche meglio, ma di sicuro è un'altra pietra preziosa che si distingue nella solitamente mediocre scena cinematografica attuale.
E' una poesia triste, il  sipario polveroso di un vecchio teatro ormai in rovina. E' un'epoca che viene sbaragliata dalla sucessiva e cede malinconicamente il passo al Moderno che avanza.
E' il sentimento non sdolcinato ma tenero e profondo, il rispetto che prevale sul sopruso, la bontà ma senza il buonismo.
E sono dei disegni splendidi, ovviamente.locandina-l-illusionista

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