giovedì 11 febbraio 2010

Senza titolo 525

Mi piacerebbe tanto avere una persistente ispirazione per poter continuare a scrivere nel mio blog con costanza e continuità, quando invece mi trovo a metà Febbraio con 2 soli post dall'inizio del nuovo anno.
Non che i numeri contino, ma non è tanto questo che mi fa riflettere, quanto il fatto che la quotidianità mi assorbe completamente, lasciando spazio soltanto ai bisogni primari e alla coltivazione del sociale, possibilmente fuori dall'ufficio e fuori casa, dove passo il 90% del mio tempo.


Il lavoro prosegue a ritmi sostenutissimi, ma mi sta dando così tanta soddisfazione che quasi mi viene da ridere quando ho la sensazione di un qualcosa che si sia improvvisamente sbloccato, lasciando scorrere in tutta naturalità la mia capacità di fare pressoché tutto qui dentro.
E' come se tutti i tasselli si fossero finalmente incastrati fra loro, senza il minimo sforzo. Ma io sapevo già che prima o poi sarebbe successo, dovevo soltanto aspettare il momento buono.Mi conosco bene.
Sembra che adesso ci sia anche la possibilità di allargare l'ufficio, fra qualche mese potremmo avere uno spazio anche più grande, finalmente potrei avere un cucinino dove scaldare qualcosa all'ora di pranzo e tenere il mio tè sfuso per poterlo bere a tutte le ore senza dover ricorrere a quella schifezza della macchinetta automatica.

Questa neve che cade tanto spesso ultimamente mi fa sentire un po' come in un film: guardo fuori dalla finestra, di fianco alla mia scrivania in questo palazzo di vetro e cemento e mi viene voglia di sentirmi come quando ero più piccola, con quella strana sensazione a cui non riuscivo a dare un nome e che soltanto poi avrei accettato come mia compagna di vita, perché anche il lusso di sentirsi malinconiche richiede tempo e meditazione. Godersi la propria malinconia e farne spunto per qualcosa di piacevole e non solo una fastidiosa, piccola angoscia che ti si insinua nel fianco e non vuole andarsene.
Per questo ho un po' nostaglia del tempo che mi manca per leggere senza che la mente scappi a ciò che devo fare dopo, di quello che mi servirebbe per un sonno pomeridiano pieno di sogni che non sembri una perdita di tempo quando invece ho tanto da fare, del tempo che dovrebbe esistere per legge, da dedicare ad un libro, alla visione di un film, alla loro meditazione. Eppure cavolo, ho la fortuna di avere un lavoro che mi lascia tranquilla per ben 2 giorni nel weekend, eppure c'è sempre così tanto da fare, che improvvisamente è passato, ed è di nuovo lunedì.
L'altra sera sono riuscita ad autoimpormi e a vedere "La sicurezza degli oggetti", che è stato molto meno profondo di quanto poteva essere partendo da uno spunto molto interessante e molto umano. Stasera dedicherò il mio tempo alla scarica di adrenalina di "Paranormal activity", che andrò a vedere al cinema con Marco e Claudia, sperando che non deluda.
E sabato, finalmente, potrò dedicare del tempo (un tempo degno di questo nome) a Teo, col quale domani festeggiamo di già i 3 anni di coppia. Anche questi 3 anni sono volati via.
L'essere impegnati fa sentire vivi, indubbiamente. L'ozio, dopo un po', stufa. Senza contare che, senza il lavoro, ben poco puoi concludere, perché tutto implica dei costi.
Ma quanto poco vale tutto il resto,davanti allo scorrere del tempo!


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