martedì 24 novembre 2009

Senza titolo 520

Beh, per quel che riguarda il mio "post ermetico" del 18/11, pensavo che magari dovrei spiegare in maniera un po' più esauriente ciò che sta capitando in questi giorni in ufficio,  perché, come ho detto, non puoi stare un attimo tranquillo, che subito devi schivare qualche tegola che cade.

 

Io non vado mai via dall'ufficio in pausa pranzo: mi concedo giusto mezz'ora di tempo per un boccone, una telefonata a Teo e qualche pagina di libro per staccare gli occhi dal PC e poi mi rimetto all'opera, in modo da poter uscire prima il pomeriggio ed avere del tempo per me fuori dal luogo di lavoro.

Mercoledì i miei colleghi sono andati via per la pausa e, dopo un po', vedo tornare la mia collega Antonella stravolta, con gli occhi pieni di lacrime.

Voglio molto bene ad Anto: è una ragazza davvero carina, sempre educata, gentile, disponibile, un tesoro insomma, e lavorarci insieme è sempre gradevole, non ti dà mai problemi.

Quindi mi sono spaventata moltissimo a vederla così, specie quando mi fa:"Fran, io me ne vado".

In mezzo secondo mi sono venuti in mente 2000 motivi per i quali potesse aver deciso di andarsene, considerando anche che, a 26 anni, è già a tempo indeterminato e di certo, di questi tempi, non è cosa da poco.

Insomma, voglio dire: strano andarsene così.

E infatti il motivo è un altro:  suo marito è stato trasferito, ed entrambi torneranno in Sicilia (sono di Palermo), dove la famiglia di lui necessita di aiuto, vista la gravissima condizione di salute in cui purtroppo versano entrambi i genitori.

Aveva fatto domanda 2 anni fa, cosa a cui lei aveva acconsentito essendo quasi certa che non gliel'avrebbero concessa, e invece il trasferimento è arrivato, fra l'altro immediato: appena riceveranno la comunicazione del paese dove lui eserciterà, hanno solo 10 giorni di tempo per prendere baracca e burattini e tornare giù, dove ovviamente non hanno casa se non quella dei rispettivi genitori e dove  lei non ha lavoro.

Ero e sono tuttora così dispiaciuta...non solo di non lavorare più con una ragazza tanto brava, ma anche per la reazione di lei..lo so cosa vuol dire andarsene a stare lontani dalla famiglia causa lavoro, insomma, dopo tanti sacrifici e tanta nostalgia una vorrebbe stare in pace e godersi i frutti della propria "emigrazione"...anche a me prenderebbe un colpo se mi dicessero che in un mese devo tornare a casa a far nulla...tantopiù che ovviamente Anto si è trovata, in quella condizione di shock, a dover rispondere a telefonate gioiose di amici e parenti che si congratulavano, felicissimi della notizia

Ed ero lì che cercavo di consolarla in tutti i modi, finché non è tornato il capo e lei ha dovuto comunicargli l'imminente defezione. Dopo 10 minuti,  lui esce fuori facendo anche un po' il clown per sdrammatizzare, viene da me e fa: "Cosa hai da fare tu il prossimo anno?"

Insomma: come c'era da aspettarsi, la valanga di lavoro cadrà sulle mie spalle, e da giovedì scorso sono sotto training pesante per assimilare nel minor tempo possibile tutto ciò che mi troverò a fare fra pochissimo tempo.

Ora, vediamo il lato positivo: se già  iniziavo a pormi domande sulla scadenza del mio contratto a Marzo, posso anche tirare un sospiro di sollievo perché chiaramente la mia posizione ora è intoccabile, visto l'ammontare dei compiti che dovrò sobbarcarmi, ed inoltre oso sperare che, se di Antonella devo ereditare i compiti, possa anche ereditare il tipo di contratto senza scadenze.

Sarò venale e tutto, ma  d'altro canto, cerco sempre di vedere il lato positivo delle cose, che qua di positivo c'è poco..a parte la sicurezza di non dovermi cercare altro fra 3 mesi.

Il problema principale, invece,  è stata la reazione delle colleghe, anche loro dispiaciutissime della partenza di Antonella, che sin da quando hanno saputo che sarò io a sotituirla, hanno iniziato questo lento ma continuo sermone, tirando frecciatine su fantomatiche multe da pagare per chi commette errori nello svolgimento del lavoro, botte da orbi se qualcosa non torna, fucilate e altre varie amenità, cose che chiaramente vengono dette per scherzo (notare quale delzioso senso dell'umorismo, ma che ci vuoi fare, nella vita incontri gente di vari livelli, fra cui il livello 0- rasente al suolo), ma che mi fanno riflettere sul fatto che sono arrabbiate. Non personalmente con me, non con Anto che se ne deve andare controvoglia...sono arrabbiate e basta, perché a loro stava bene così e una situazione che a loro sta bene e che deve cambiare senza poterci fare nulla le indispettisce e le rende acidognole come un lime spremuto.

E se sono arrabbiate, qualcuno dovrà pagarla. Sono fatte così.

Cerco di vedere la cosa come una sfida, promettendo a me stessa di fare del mio meglio e dimostrare che io sono ad un'altezza tale che certe cavolate non mi toccano. Bisogna poi vedere a livello pratico, quanto sarà tranquilla la mia vita passata 8 ore al giorno qui dentro, o se sul serio ci metteranno del bello e del buono per farmi perdere la pazienza. Io di pazienza ne ho molta. E, per un contratto decente, faccio questo ed altro.

Se devo sacrificare la mia sanità mentale, almeno sia per qualcosa.

Intanto affilo le unghie e mi preparo al combattimento.

 

2 commenti:

  1. Tesoro, qui mi viene in mente il famoso detto: "Stai attenta a quello che desideri, perchè potrebbe avverarsi".
    Nel tuo caso si sta avverando il desiderio di un posto di lavoro fisso, tutti gli elementi ci sono, come puoi ben vedere. Il fatto che la tua collega se ne deve andare in modo così repentino e doloroso, è un danno collaterale, ma tu non puoi farci nulla. Tanto più che lei non ha scelta.
    Adesso devi:
    1. essere felice della tua nuova possibilità (che, di questi tempi, è ENORME
    2. rimboccarti le maniche per tutto quello che c'è da apprendere e il lavoro che ti attende
    3. organizzarti nel miglior modo possibile e, nel caso in cui tu non riesca effettivamente a far tutto, prepararti a chiedere aiuto. Naturalmente, non prima che ti abbiano fatto firmare il contratto di cui sopra!!!
    4. Rimanere in contatto con la tua collega in partenza e trasmetterle tutto l'affetto e il sostegno possibili.
    5. Fregartene altamente delle frecciatine delle altre colleghe, perchè non c'è assolutamente niente da fare con gente come quella. Solo un sano menefreghismo può aiutarti.
    E ti auguro un mare di fortuna per questa nuova avventura!!!

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  2. ciao cognatuzza...eh mentre leggevo pensavo...tutte problemtiche che conosco sai...ti mando un bacione

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