Vergogna, vergogna a chi non ha pubblicizzato abbastanza questo capolavoro del 1988 ma doppiato e distribuito in italiano soltanto adesso in pochissime sale italiane.
Io e Teo ieri ci siamo sparati 80 km per vederlo, ma lo rifarei all'infinito, perché le cose belle vanno conquistate.
Trama da Wikipedia per chi non sapesse di cosa si tratta:
La storia è ambientata nell'hinterland della Tokyo degli anni cinquanta. Le sorelline Satsuki e Mei (la prima di 11 anni e la seconda di 4) si stanno trasferendo col padre da lì a Matsu no Gô, villaggio di campagna. Il trasferimento serve per andare a vivere più vicini alla loro mamma che è ricoverata in ospedale. Inizia così il loro viaggio alla scoperta di un mondo nuovo, ma soprattutto alla scoperta della natura.
Il loro primo incontro è coi makkurokurosuke (nel libro definiti "susuwatari"), spiritelli della fuliggine che occupano le vecchie case abbandonate e che solo i bambini possono vedere (gli stessi spiritelli poi ripresi ne La città incantata).
In seguito Mei, esplorando la sua nuova casa e seguendo delle tracce di ghiande, s'imbatte in due spiritelli, uno piccolissimo dal pelo bianco e uno più grande e azzurro: seguendoli fin dentro il grande albero di canfora che domina sulla zona, incontra Totoro, uno spirito buono dall'aspetto un po' pittoresco: un incrocio tra una talpa, un orso e un procione. È un personaggio che Mei ha già visto in un libro di fiabe, un troll, in giapponese tororu, ma Mei avendo solo quattro anni ne storpia il nome in totoro.
All'inizio suo padre e sua sorella sono increduli, ma quando non riescono a ritrovarlo non si stupiscono: il padre spiega che è il custode della foresta, e vederlo è un privilegio che non può essere concesso sempre. Una sera, le due bambine vanno incontro al padre alla fermata dell'autobus, sotto la pioggia, e incontrano Totoro, che aspetta un autobus molto speciale, il Gattobus (Nekobus), un autobus peloso con muso di gatto e 12 zampe che si muove a grande velocità superando qualunque ostacolo, assecondato dagli alberi che si scostano al suo passaggio, visibile solo a pochi. Nell'attesa, Satsuki offre un ombrello a Totoro, che le regala dei semi da piantare nel giardino della casa.
Totoro infatti è uno spirito della natura, colui che porta il vento, la pioggia, la crescita, la maturazione. Una notte passa a far spuntare i germogli degli alberi, e poi volando come il vento fa fare un viaggio alle due bambine.
Un giorno però Mei, arrabbiata perché la madre non può ancora tornare a casa e preoccupata per le sue condizioni a causa di un preoccupante telegramma inviato dall'ospedale in assenza del padre, decide di andare da lei per darle una spiga di granturco raccolta nel giardino della Nonnina. Ma è troppo piccola per affrontare il viaggio sino all'ospedale da sola e quindi si perde. Disperata, Satsuki si rivolge a Totoro che chiama il Gattobus, il quale la porta in un attimo dalla sorella ed infine la madre.
Totoro è la metafora della vita, interpretato spesso come uno spirito kamishintoista: la sua casa, l'albero di canfora, è un jinja, santuario shintoista con un torii e delimitato da shimenawa, corde di paglia di riso intrecciata usate per la purificazione rituale nella religione shintoista. In realtà non si riesce a distinguere la «realtà» dal «sogno», in tutto il lungometraggio: ad esempio la notte dell'arrivo di Totoro nel giardino delle bambine i germogli crescono fino a diventare un albero colossale, che il giorno dopo sparisce e lascia il posto a dei normalissimi germogli, lasciando alle bambine il dubbio che nulla sia realmente accaduto nella notte. La "Nonnina", non a caso, non ha un nome: sembra essere l'archetipo della nonna comprensiva e buona che si prende cura dei bambini con infinite riserve di amore, che trae dal proprio rapporto sereno con la natura, dimostrato dal suo giardino, che è un «monte di infiniti tesori», frutti della terra addirittura miracolosi.
Totoro è diventato un personaggio molto popolare in Giappone e accade che venga citato in opere di altri autori: ad esempio, viene citato nel quinto volume del manga Le situazioni di Lui & Lei (act 17) di Masami Tsuda.
In questo film d'animazione c'è tutto quello che potrebbe essere bello ed educativo per un bambino: temi come l'ecologia, la figura della persona anziana e di quella malata all'interno di una famiglia, l'amore, l'unione e il sostegno all'interno della famiglia stessa, il tema della religione, dell'amicizia, dei sogni, del rapporto genitori-figli e fra fratelli.
Senza dimenticare il gattone fantasma e vari riferimenti ad Alice nel Paese delle Meraviglie.
Una perla, insomma.
E ieri in sala eravamo 8, tutti adulti, ed è un peccato: con questo film il Maestro Miyazaki ha dato il meglio di se'.
Almeno speriamo esca presto in DVD...sarà subito mio!
ciao chicca, grazie per il commento....Qui tutto abbastanza bene!!!tu? io voglio vedere tororo lo scoverò!!!!
RispondiEliminasi volevo scrivere totoro e mettere una virgola dopo....sorry, la mia tastiera si ribella!!!!
RispondiEliminaFinalmente!!!!!!!!!!1
RispondiEliminaciao cognatuzza cm va?
RispondiEliminati mando un salutone..ora sn sempre di corsa qui sul web...mi collego molto raramente per ora...però spero presto di recuperare..;)