THE KING HAS GONE
Io ce l'ho, il diritto di essere triste oggi.
Non che la cosa mi faccia piacere, chiaramente, ma non mi vergogno di dire che sono tristissima, e chi pensa che questo sia il solito gne-gne di chi si crogiola nel fare il grande fan dell'artista appena deceduto, può anche prendere la sua opinione e cambiare pagina, perché qui oggi non c'è posto per nessuno di loro.
Non riesco a credere che sia morto. Era una di quelle persone che-dio sa quante volte mi è venuto in mente, anche ultimamente- pensi:"quando avrò 50-60 anni e sentirò che Michael Jackson è morto, mi dispiacerà un casino".
E invece, questa notizia l'ho saputa oggi.
E continuo a stare male, anzi, più ci penso e peggio sto.
Innegabilmente i miei gusti musicali negli anni sono cambiati, il pop nudo e crudo non rientra più nei miei ascolti abituali, ma Michael Jackson per me andava oltre il CD.
Io avevo 12 anni quando presi la prima, vera, folle mania per lui, di quelle di cui solo le adolescenti sono capaci.
E mi ricordo bene la mia stanza che non aveva più un pezzetto di muro libero perché interamente tappezzata di poster, fra cui uno che avevo consumato a forza di baci: correvo sistematicamente a elargire baci a quel poster ogni volta che uscivo, come se fosse una persona di casa da salutare, come se fosse in carne ed ossa.
Il mio fratellino Jacopo, che allora aveva pochi anni, aveva imparato a fare lo stesso, con grande disappunto dei miei, costretti per la prima volta a far fronte alle manie di una figlia preadolescente.
E Luca, l'altro fratello, si era alla fine fatto regalare il gioco di Moonwalker del Sega Master System solo per non sentirmi più rompere le scatole.E per me vincere a quel giochetto era quasi un dovere, perché nessuno batteva Michael Jackson, nessuno. Nemmeno ad un videogioco.
E le videocassette da 90, con registrazioni di qualsiasi tipo di programma che anche per 3 secondi ne parlasse, l'invidia (che adesso mi fa troppo sorridere!) che provavo per qualsiasi persona avesse visto o incontrato questo mio mito, specie se il fortunato era femmina e aveva più o meno la mia età.
E l'imparare a memoria i suoi concerti, il desiderare disperatamente vederlo, i sogni ad occhi aperti, l' immginare di capitare per caso coi miei genitori nella stessa città dove lui era ed incontrarlo per caso...ah, i 12 anni!!
Mi ricordo pagine di diario relativamente piene di sue foto, perché le foto erano troppo importanti per appiccicarle su un diario scolastico che poteva capitare in mano a chiunque, meglio collezionarle a parte, in un quadernone blu con le scritte fuxia e gialle..
Mi ricordo un tema di seconda media in cui parlavo di lui per il quale presi un voto altissimo, ed ero straconvinta che fosse stata la sua "aura" e l'amore folle che provavo per lui ad avermi concesso quel voto così buono..era merito di Michael, non mio.
Ricordo un'amica di mia zia, costretta a registrarmi Moonwalker (il film) da una rete televisiva impossibile, solo perché io ero in vacanza da mia nonna e non potevo registrarlo a casa mia..
Ricordo il tornare a casa da scuola tutti i giorni e mangiare in sua compagnia, perché i miei non tornavano a pranzo ed io ero sola..il mio fedele amico nei miei pranzi solitari.
Ricordo dei veri e propri litigi coi coetanei che osavano parlarne male, le prime magliette prese nei cataloghi che allora -in assenza delle tecnologie computerizzate- avevano solo il nome dell'idolo, o al massimo una toppa di plastica appiccicata sopra che al primo lavaggio veniva via..
E adesso ho di nuovo le lacrime agli occhi perché mi rendo conto che queste cose me le ricordo troppo bene, mi passano vivide davanti agli occhi nonostante siano passati ben 17 anni.
Mi consola, perché se non fosse così oggi starei anche peggio, averlo sempre tenuto caro nel mio cuore come un bellissimo ricordo, nonostante i pettegolezzi, la caduta e la rovina economica.
Mi consola il fatto che anche qualche giorno fa, quando (ironia della sorte) mi era capitato di vedere uno spezzone del suo famoso concerto a Bucarest, proprio quello la cui VHS era ormai consumata a forza di guardarla mentre mangiavo sulla poltrona davanti alla TV! , ho pensato: "Oggi non se ne fanno più, di star così".
E mi sono riguardata il concerto intero, commentando con Teo tutte le parti, perché ancora me lo ricordavo a memoria...
Stamattina, come mi aspettavo, mi ha chiamata mio padre:
Quello che allora era il più scontento ed esterrefatto da questa bambina ubbidiente che improvvisamente si era trasformata in una fanatica ragazzina che non ragionava più. Proprio mio padre, che meno di tutti capiva e ancora meno riusciva ad affrontare la crescita di questa prima figlia, l'unica femmina, non avendo lui mai avuto un idolo adolescenziale, e che quindi più di tutti si imponeva ed opponeva a tali manifestazioni di follia.
Mio papà, che invece stamattina ha chiamato la sua figlia quasi 30enne quasi come a farle le condoglianze, dicendo "ti capisco, è un pezzo d'infanzia che se ne va".
Eh già. E' proprio così che mi sento. Ho perso un amico.
Ciao, Michael.
Caspita, non sapevo che per te significasse tanto... ti faccio le mie più sincere condoglianze allora, tesoro mio, perchè posso comprendere il senso di vuoto che senti nel cuore.
RispondiEliminaArtemisia
Proprio lei...
RispondiEliminaAcciderbolina, mi hai commosso...... Parole per fortuna ben lontane dalle mie, ma parole che comunque parlano di un Michael Jackson di parecchi anni fa, come le mie. Questo post mi spiazza e, unito al commento che mi hai lasciato, mi fa quasi sentire in colpa per quello che penso. Tu hai perso un amico, io ho perso un ex amico che mi ha deluso e ferito.... Comunque sia, una perdita.
RispondiEliminaP.S.: grandioso, quel concerto a Bucarest.......
Grande tristezza.
RispondiEliminaAmo Jennifer Batten, chitarrista che lo ha accompagnato in diversi tour.