DI TRIORA, DEL MUSEO E DEL SAN VALENTINO MENO ROMANTICO DEL CREATO-PARTE II
Dicevamo: riprendendo da dove avevo lasciato il discorso ieri, passo ora ad illustrare il mini museo che si trova appena all'entrata del centro storico, ossia il Museo Etnografico e della Stregoneria.
Per l'esorbitante cifra di euro 2 è possibile entrare a visitare quello che è nato come un museo della vita contadina e che poi, per motivi folkloristici e di turismo, si è arricchito della parte sulla stregoneria ben meno vasta.
La prima parte, quella dedicata alla vita di un tempo, è davvero ben tenuta e piena di reperti riorganizzati anche con lo stile delle case di una volta:
Insomma, si, queste cose tanto belle che ti fanno sognare di avere una cascina in campagna piena di queste cose ma che poi accendi un cero grosso così per essere nata nell'era in cui l'acqua ce l'hai in casa e viene già calda quando hai voglia di una doccia e il water si scarica con un pulsante e la luce si accende con un clic...non oso immaginare in che condizioni igieniche e di vita in generale queste persone vivessero, ovviamente non solo i trioresi ma chiunque sia vissuto nei secoli passati.
Oltretutto, ma quanto erano piccoli? A giudicare le dimensioni dei letti e degli abiti, la struttura ossea cambia così come cambiano il linguaggio e le abitudini della gente...oggi un uomo di un metro e ottanta è normale, allora sembra che arrivassero si e no a 1.60 (a meno che gli abiti non fossero di bambini, ma non credo).
Come dicevo, poi, scendendo nella parte sotterranea del museo, si possono trovare i documenti originali dei processi avvenuti a fine '800 e molta stampa sul tema di stregoneria, satanismo e affini:
L'inquisitore e la strega...
La sala stampa, con immancabile strega nell'angolino..
Uno dei vecchi libri (il ragno è di plastica, ovviamente).
Per quel che riguarda, invece, la cena di San Valentino, le cose si sono svolte in questa maniera: la prima cosa che il proprietario del B&B ci ha detto quando siamo arrivati, era che sarebbe stato meglio prenotare immediatamente sin dal pomeriggio due posti per la cena, in quanto a Triora a Febbraio è praticamente tutto chiuso e l'unico posto disponibile a breve distanza era una trattoria a 2 km che ci avrebbe cucinato delle specialità locali.
"Bene", ci siamo detti "prenotiamo".
Perciò la sera verso le otto, ormai stanchi dalla scarpinata e infreddoliti come non mai, ci siamo rifugiati in questo luogo ameno, rigorosamente a conduzione familiare, dove avrei dovuto sapere cosa ci aspettava quando davanti alla porta il gatto della signora che ci ha serviti ha gentilmente assaggiato un mio dito.
Appena entrati, mi sono sentita come Ace Ventura nella stanza del cacciatore in Africa: animali impagliati ovunque-uccellini, volpi, cervi e cinghiali, un'ecatombe insomma.
E quel che è peggio è che di selvaggina ce n'è stata servita anche a cena, per cui io mi sono fermata al primo, dato che cinghiali e conigli morti non fanno esattamente al caso mio.
In barba alle coppiette che in quello stesso momento stavano cenando a lume di candela in localini troppo fashion, io, Beci ed altre 2 coppie (di cui una soggiornava nello stesso nostro B&B) hanno condiviso questa meravigliosa esperienza trascendentale, ed io tuttora mi pento e mi dolgo per non essermi procurata delle prove fotografiche che sarebbero state senz'altro fonte di continua ilarità.
L'oggetto che fra tutti ha suscitato un misto di riso isterico e disgusto totale è stata una coppia di appendiabiti sicuramente progettata da Hannibal Lekter, perché un ribrezzo del genere l'ho provato davanti a poche cose in vita mia.
Trattavansi infatti di due appendiabiti formati con una base di legno a cui erano state fissate 4 zampe di cinghiale tassidermizzate ciascuno, tutte con l'unghietta in su, a cui si presuppone che IO o altri avventori del ristorante avremmo dovuto appendere i rispettivi cappotti. Chissà come, tutti abbiamo preferito evitare.
Oh come mi dispiace non aver fatto foto...ma di sicuro non dimenticherò questa seratina...
ciao cognatuzza :)
RispondiEliminami hanno molto parlato di qst posto...sembra interessante...
io tutto bene più o meno..nn ho grosse novità...
baciotti
Ah, la carne di cinghiale! :P
RispondiEliminaPerò, Chiccuzza, hai la stoffa della documentarista!
RispondiEliminaCerto le zampette dell'animaletto sono bruttine, povera bestiola e la descrizione del museo è fantasatica.
Pensa che durante la S. Inquisizione, le condannate per stregoneria, venivano violentate sistematicamente.
Una cosa che sempre mi inorridisce.
Ti abbraccio.
Il ragnetto, però è un incanto!
d.