martedì 7 ottobre 2008

Senza titolo 418

Ormai da giorni convivo pressoché 24 ore su 24 col mio mal di testa: il che significa che o sto perdendo considerevoli quantità di gradi di vista oppure sono semplicemente stanca, o magari (magari!!!!) sto covando una bella influenza che mi renderebbe proprio felicissima di starmene a casa coi miei libri e tante coperte calde.


Oltretutto questo mese è quello più pesante, lavorativamente parlando, per il Beci: farà tutto il mese il primo turno compreso il sabato mattina e a me che non va di lasciarlo andare in autobus con il freschino delle mattine di ottobre, mi sveglio con lui per portarlo al lavoro. E lo faccio volentierissimo, me lo devo coccolo bene il mio Pistacchio, tzè.


Naturalmente questi obblighi lavorativi ci spingono ad una vita ancor più casalinga e monastica del solito, andiamo a letto con le galline e non ci concediamo troppi sbattimenti nel weekend per non doverne poi pagare le conseguenze durante la settimana, come appunto le sto pagando io per non essere riuscita a riposare completamente nel fine settimana, nonostante mi sia obbligata, domenica mattina, a rimettermi a letto alle 11 del mattino (cosa impensabile per me che detesto sprecare la giornata a letto) dopo che mi ero svegliata alle 8 grazie al sottomesso e timido russare del mio convivente (praticamente avete presente un trattore-caterpillar con la marmitta rotta e il motore a reazione testato dalla NASA? ecco.)Ma niente, dormo e non riposo.


Meno male che ancora teniamo viva, almeno quella, l'abitudine del salto al Blockbuster la domenica, dove lasciamo sempre una considerevole somma fra DVD noleggiati, comprati, e vari ed evntuali altri oggetti che si aggiungono al conto, fra cui il gelato Haagen Dasz, che costa si 6 euro la pinta, ma fra quello e un orgasmo multiplo c'è una bella lotta per il primo posto.


Ad ogni modo, questo weekend la scelta è ricaduta su "Shine a light", documentario di Martin Scorzese sui Rolling Stones (carino, ma niente di eclatante, alla fine trattasi di concerto...) e su "Parla con lei": sto cercando di terminare una buona volta tutta la filmografia di Almodovar e di vedere i DVD per decidere se vale la pena comprarli o meno...finora non ce n'è stato mezzo che non sia valso la pena di acquistare, pian pianino cercherò di prenderli tutti...


Questo qui è un film che si distacca un po' dal genere Almodovariano: non ci sono personaggi sopra le righe, trans, prostitute, nessuno scandalo, nessun crocchio di donne. C'è invece la malattia e c'è un grande quesito dietro: possiamo considerare le persone in coma come morte oppure dobbiamo continuare a sperare che prima o poi tornino fra noi, ed è possibile innamorarsi di una persona in stato vegetativo e fare con lei progetti vivendo nella convinzione che sia possibile abbattere le barriere del coma?


Un film come sempre delicato, triste, profondo.parla_con_lei

2 commenti:

  1. Almodovar eh!

    Ciao Chi'. Spero ti sia già passato il periodo dei mal di testa.

    Ti mando un bacione.

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  2. Sei un vulcano...tenerissimo.

    Il film sembra interessante. Ma cerca di farti passare il mal di testa.

    Un forte abbraccio. Saluta il distributore di sacchi...;-)

    danis

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