PAROLE, PAROLE, PAROLE...
Io? Mai stata un'asociale, anzi.
Sono sempre stata estremamente socievole sin da bambina, forse a volte anche troppo, ed ho sempre pensato (e tuttora ne sono convinta) che la parola sia IL mezzo principale che ci permette di legarci al mondo e di succhiarne linfa vitale. Non a caso, la parola (scritta e orale) è ciò che ci distingue dagli animali, è una delle cose più importanti che impariamo a fare quando cresciamo, è la chiave che ci permette di aprire un mucchio di porte.
Come diceva Nanni Moretti: le parole sono importanti.
Ma quando le parole diventano superflue e inutili, allora si che è un grosso casino.
Ci rifletto da ieri.
Da quando ho cambiato ufficio, la mattina sono qui con parecchie donne. Fortunatamente io sono in ufficio con Nicole, che non rientra nella categoria di comari di cui parlo oggi, ma purtroppo devo, ancora una volta, dare ragione ai maschietti quando dicono che spesso le donne parlano mentre cercano qualcosa da dire.
A parte che la quotidiana conversazione standard riguarda solitamente 2 temi:
-le malattie( e già qui...) di qualsiasi natura, avute da loro, mariti, figli, parenti prossimi e non, amici e conoscenti con relative cure, nomi di medici e medicinali, ospedali, ambulatori ed eventuali tragiche conseguenze delle stesse;
- la cura delle piante trattata in dettaglio maniacale ai limiti di Quark.
Ieri Francesco, un giovane ispettore che sta facendo tirocinio nella ditta, ci ha detto che la sua ragazza è incinta. Apriti cielo! Sembrava avesse ucciso qualcuno. Ok, Francesco ha 21 anni, si suppone quindi che la sua ragazza sia ancora più giovane, ed effettivamente potevano aspettare, ma ora che è successo...cosa vogliamo fare? E oltretutto: chi siamo noi per dire quello che devono fare loro?
Tutta la mattina è trascorsa fra occhi sgranati, parole sussurrate a mezza voce, addirittura sono volate frasi tipo "Ma la testa non la usano?" e quando sono stata interpellata nella speranza che entrassi a fare parte del comune chiocciare, ho semplicemente espresso la mia opinione: è un figlio, mica un cancro.
Voglio dire: per quanto giovani, non sono i primi ne' saranno gli ultimi, una soluzione si trova, fondamentalmente perché un figlio non è una tragedia, ma è una bella cosa, anche se non arriva nel momento più opportuno.
(Sento in questo momento che hanno appena ricominciato a parlarne, evidentemente ancora non paghe dello spetteguless di ieri, usando sempre il tono funereo).
Io trovo comunque che sia una bella cosa, tanto quanto trovo triste e riduttiva questa continua ricerca di qualcosa su cui speculare.
Insomma, già un po' infastidita da tale spreco di energie verbali, vado a farmi le mie 4 ore nella mia ex ditta con Elena, che (a proposito dello spreco di parole) ha iniziato ad impazzire e parla in continuazione da sola, con gli altri, col PC e coi fogli di carta, perdendo tantissimo di quel tempo che lamenta di non avere.
Ieri trovo in ufficio anche Mr X, responsabile arabo (ma residente in Olanda) dell' ufficio italiano, il quale appena mi sono seduta mi ha chiamata per parlare.
Mi si perdoni il giochino di significati: io non ho parole.
Dopo un mese dal mio distaccamento dalla loro compagnia, si è prostrato in scuse per il comportamento da loro tenuto durante la scadenza del mio contratto, per il non avermi avvertito riguardo eventuali problemi dell'ufficio che poi hanno causato il mio spostamento qua...e, come ciliegina sulla torta, mi sono sentita dire porgere le più sentite scuse, promettendomi che si guarderanno bene, da oggi in poi, dal ripetere lo stesso errore con altri dipendenti.
Gli volevo dire: "ma...a me?"- cioè, secondo la loro distorta visione delle cose, io dovrei ritenerli meno stronzi perché l'errore l'hanno fatto solo con me e non con altri??
Peccato sia musulmano, altrimenti gli avrei proposto di erigere una statua a mia immagine e somiglianza con ali e aureola e con iscrizione votiva come "Santa Francesca Protettrice dei Dipendenti A.".
Insomma, per farla breve, un grande spreco di parole. Enorme spreco, immane.
In tutto ciò, la mia consolazione di cotanta insofferenza è stata la nuova adottata nella Grande Famiglia, la piccola Walpurgis, regalo dello Spumino Peloso, che è arrivata dalla Germania:
E' un amore, lo so.
E soprattutto, sta molto zitta.
certo che lo spumino peloso se le cerca però...!!!!
RispondiEliminasai cosa mi inquieta di più della nuova adottata? l'ombra che proietta sul muro dietro!!!!
parole, parole, parole, io qui da sola parlo anche con i vetri!
è proprio un mondo diffficileeeee
Ci sono persone che devono rientrare nell'ovvio, che devono rassicurarsi con frasi fatte.
RispondiEliminaCi sono persone che emettono sentenze.
Ci sono bambini che è bene vengano messi al mondo, con nessuna considerazione da parte di chi non vive l'esperienza ( che fa parte della sfera privata)
Io amo i peluches tranquilli , ma ti assicuro che questa tua passione ti rende speciale...ma non ci sono più le mezze stagioni...da quando l'uomo è arrivato sulla luna! Gli uomini? Tutti uguali.
Tornerò ancora. Sei un confetto di intelligenza e capacità di osservazione...Non sopporto le donne che parlano di mestruazioni, fuori da un contesto idoneo...ti abbraccio Streghetta fantastica...baci.
DANIS
bellissima bambola
RispondiEliminaMa lo sai che hai ragione? Davvero si parla troppo, e troppo spesso gratuitamente o a sproposito.
RispondiEliminaIl senso però non manca: ci si procura un piacere.
Non mi sono presentata. Sono Anna.
Sono venuta qui attratta dalla foto del film. Ciao.
Porca paletta, dove sei capitata...
RispondiEliminaBeh, consolati, io ho una certa parente acquisita da parte di Mr Bliss che vive in una sorta di Melrose Place dove la vicina più anziana ha 35 anni, ma dove tutti, proprio tutti, sembrano vecchini idioti di 70 anni.
E parlano, parlano, parlano...
E poi, quando avranno davvero 70 anni, che faranno?!
Non credo di sentirmi sicuro nel tenerlo in camera, perchè da l'impressione che ti assale da un momento all'altro!!
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