martedì 6 maggio 2008

Senza titolo 380

BELTANE A BIELLA


(TITOLO ALTERNATIVO: LA DURA VITA DEL CAMPEGGIATORE)



Sabato scorso, come si progettava da molto tempo, sono approdata a Biella in compagnia dell'inseparabile Capitano e dei compagni di ventura Ciano e Serena per assistere alla tanto desiderata festa di Beltane che si svolge ogni anno di questi tempi, grazie all'infaticabile dedizione di Ossian e di sua moglie Maria (in piedi sulla sinistra in questa foto), insieme a molti collaboratori compreso il mio amico Dieghe che ho finalmente rivisto dopo piu' di un anno, come sempre in tenuta da combattimento.


Da anni progettavo la partecipazione a questo evento, ma poi i soliti soldi e la solita distanza rispetto alle Marche mi avevano fatta desistere, percio' stavolta lungi da me rinunciare all'evento, che oltre ad essere una cosa importante per chi, come me, segue una "filosofia di vita" pagana, sarebbe stato un bel diversivo ai soliti weekend "cena-cinema-TV".


Inoltre, suonavano i Folkstone che non vedevo da tempo in azione sul palco e che, come al solito, mi hanno fatta divertire un sacco nonostante abbia rischiato la morte pur di mantenere la postazione in prima fila per fare le foto.


Giusto per rendere l'idea: mentre dietro si scatenava un pogo d'inferno a cui ha entusiasticamente preso parte pure mio marito che si trovava in stato di LEGGERA ebbrezza, che ha avuto la splendida pensata di andare a pogare con gli occhiali, la scena era piu' o meno questa:io, macchina fotografica in mano, resistevo stoicamente in prima linea mettendo a rischio le povere ossicine della mia schiena e soprattutto la mia testa (ho infatti quasi subito una decapitazione perche' qualche pogante gentiluomo ha involontariamente acchiappato la coda della coroncina di fiori che avevo infilato ben salda in testa per non perderla e l'ha strattonata con la delicatezza di un tirannosaurus rex facendo in modo che i movimenti della mia sacra scatola cranica ricordassero quelli di Linda Blair ne L'esorcista); con l'altra mano cercavo di acchiappare Teo per togliergli gli occhiali prima che qualcuno gli allungasse una gomitata e glieli spaccasse direttamente dentro gli occhi.


Impegnata in questa difficile lotta per la sopravvivenza oculare della mia meta',nel frattempo mi prendevo un sacco di randellate dalla gente intorno che pogava e di conseguenza il mio Lancillotto si prodigava in mazzate a chiunque avesse osato sbattermi contro le transenne; ed io,in tutto cio' (ovvero mentre facevo foto, toglievo occhiali, venivo decapitata e brutalmente lanciata contro il palco) ho cercato anche di menare qualche impavido ragazzino chi si avventava contro Teo...insomma, un groviglio umano. Ma questo e' rock n roll,  ragazzi.


E mi sono divertita un botto.


Bancarelle carine che ci hanno fatto riportare a casa il nostro consueto bottino di folletti e creature della foresta, gente alla mano che si fermava a fare 2 chiacchiere anche senza conoscerti, costumi bellissimi, tanti bimbi "medievali" e soprattutto animali che hanno condiviso il loro spazio vitale con noi (la festa, infatti, si svolgeva all'interno di un parco naturale dove vivono cavalli, caprette, cani e quant'altro).


Ma, c'e' un ma.


Il grosso "ma" consisteva nella mia totale, eterna, inguaribile incapacita' a campeggiare. Io ho fatto gli scout da bambina, ma col cacchio che ci hanno mai fatti dormire in tenda. No, ci portavano nei rifugi, in case di accoglienza comunque, ma mai in tenda. Ed io ODIO la tenda: e' scomoda, umida, buia e capace di creare climi a dir poco continentali, e mi toglie quello che per me e' il principio vitale dell'essere umano: l'igiene. Toglietemi tutto, ma non la possibilita' di lavarmi quando ne sento il bisogno.


Purtroppo, devo dirlo per onor di cronaca, da questo punto di vista le festa non era organizzata proprio benissimo: 7 bagni per 2000 persone. Lascio immaginare cosa erano quei bagni dopo qualche ora dal nostro arrivo. Pochi cestini per la spazzatura, cosa ancor piu' grave, perche' gia' la gente e' incivile e sporca tutto, se poi diamo anche motivo per giustificarsi dicendo che c'era un cestino ogni 3 km quadrati siamo a posto. E, (di questo nessuno ha colpa), il parco si trovava nel bel mezzo della zona delle risaie acquitrinose, il che comportava zanzare dall'apertura alare di un Boeing 747 e un freddo umido da morire appena il sole e' calato, considerando anche il fatto che ancora non siamo proprio nella stagione calda. Ho passato una notte in tenda che voglio soltanto dimenticare, ho bestemmiato tutti i santi in colonna, ho baciato il mio letto quando domenica sono tornata a casa mia. E non ditemi che sono una figlia di papa', che vorrei vedere voi in quei bagni, che schifo.


E in vista del festival metal in Germania che ci aspetta a fine giugno, ho gia' preso visione degli alberghi circostanti e domani-caschi il mondo- mi prenoto la mia bella stanza. Non passo 3 lunghi, orribili giorni in campeggio. Ma neanche se ci viene padre pio.


SOPRATTUTTO se ci viene lui.  

6 commenti:

  1. lo sapevo che non mi avresti delusa... XD

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  2. ... se ci viene LUI intendi la tua dolce metà?! ;P


    Salutini salutoni


    Black-Jack

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  3. Non mi risulta che Padre Pio sia la mia dolce meta'...e' anche uin po' morto adesso!! XD Ciao ciccio!

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  4. Sarò un deprimente pantofolaio... ma io opto per la serata cena-cinema... sarà che non ho alcuna filosofia di vita...

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  5. e quindi?

    vogliamo aggiornamenti!!!

    :D noi tanto ci si vede sto fine settimana ;)

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  6. ciao cognatuzza...concordo..il campeggio nn lo reggo neanche io...

    bacioooooooooo

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