UN FILM BELLO, UN LIBRO COSI'-COSI' E UN RICORDO BRUTTO.
Finalmente, dopo un'attesa degna di un'amante abbandonata che non perde la speranza, l'altra sera ho avuto il piacere di rivedere questo film:
che Teo mi ha regalato insieme ad alcuni libri che volevo da una vita e che consiglio a chiunque voglia passare un'oretta e mezza in compagnia di una buona dose di romanticismo condito da peperoncino piccante.
Un film che, mentre ti da' ricette di cucina, ti raccomanda di condividere il piatto con qualcuno che ami perche' quello e' l'ingrediente fondamentale che rendera' la tua pietanza la piu' squisita...va visto, dai! Come si fa a non vederlo un film del genere??
Sono convinta che ad alcune mie sorelle piacerebbe un sacco, anche Teo ha apprezzato!!
Questo film parla di amore e tradimento. Il che mi ha fatto tornare in mente, non so nemmeno io come, un ricordo che mantengo molto vivido nella memoria e che e' risbucato fuori a seguito di non so quale strano effetto "brain-storm" del mio povero cervello ormai in pappa.
Per chi mi conosce o e' mio amico da molto, o semplicemente ha letto questo blog sin dall'inizio, sa bene che pochi mesi prima di iniziare a scrivere qui ho chiuso definitivamente una storia durata parecchio e molto travagliata, storia in cui ahime' sono stata tradita e che comunque resta la causa scatenante del peggior periodo della mia vita.
E per l'appunto mi e' improvvisamente balzato in testa un ricordo di quel pessimo momento: ero in treno e stavo andando a Forli'(dove studiavo) da casa mia.Premetto che allora per me il viaggio era la parte peggiore di un malessere diffuso: sola con me stessa 2 ore e mezza a pensare alle cose che non andavano per il verso giusto mentre un mucchio di gente sconosciuta mi passava vicino...tutt'oggi non riesco a dimenticare quell'attanagliante senso di solitudine che mi prendeva alla gola. Anche in quel caso, quindi, il morale era sotto i piedi ma mentre lasciavo che il paesaggio mi scorresse davanti agli occhi come sfondo al garbuglio di pensieri che avevo in mente, mi sono accorta che proprio al di la' del vetro dello scompartimento (dove io avevo la testa appoggiata) c'era una ragazza in piedi nel corridoio che parlava al telefono. Non potevo non sentire la sua conversazione, dato che la porta dello scompartimento era aperta e che lei era proprio di fianco a me: stava parlando col suo ragazzo, con il quale conviveva, e gli stava raccontando di aver impacchettato la sua roba per lasciarlo e andarsene. Gli diceva anche di aver telefonato a sua mamma (la madre di lui) per dirle che si erano lasciati, che sarebbe stato piu' giusto che fosse lui a dirglielo ma che lei l'aveva fatto per affetto nei confronti della suocera. E in tutto questo piangeva come una fontana, ma non un pianto isterico, non una cosa imbarazzante. Era semplicemente come l'acqua di un fiume che scorreva. Mi ha sconvolto la dolorosa ineluttabilita' in cui quella persona affrontava un passo del genere, il fatto di dire all' uomo con cui vivi che te ne stai andando perche' lui ti ha fatto qualcosa di molto grave, e subito dopo chiedergli se si e' comprato la cena perche'tu quella sera non ci sarai a preparargliela..continuare a preoccuparsi per lui nonostante il fatto che lo stai lasciando..e' come sentire quelle melodie postmoderne piene di fischi e suoni stridenti, ti fa sentire davvero a disagio.
E come se questo non bastasse, mi sentivo malissimo a immaginarmi la scena dall'esterno: due persone che condividevano la stessa sofferenza, separate dal vetro di uno scompartimento in un treno. Poco ci e' mancato che l'andassi ad abbracciare, non l'ho fatto perche' non osavo neanche avvicinarmi a quella persona cosi' forte e decisa internamente quanto fragile esternamente. Le avrei voluto dire che la capivo proprio, che il destino era stato cosi' beffardo da fare in modo di farci trovare nello stesso treno, alla stessa ora e nello stesso punto, a condividere lo stesso stato d'animo. Chissa' cosa fa adesso, dov'e', se le cose poi le sono andate meglio per lei. Mi piacerebbe avere la possibilita' di sapere come sono andate le vite di tante persone che ho perso di vista o che ho incrociato un attimo, come quella ragazza. Per me il futuro ha riservato una degna ricompensa per quel periodo orribile (che comunque non si cancella), spero sia stato lo stesso anche per lei. Mi piace pensare che come siamo state unite da un brutto comune denominatore, ora lo siamo nella felicita' e nel sentirsi realizzate di fianco a qualcuno che amiamo. Il destino ce lo deve, e che diamine!
E a proposito di destino: era destino che prima o poi non avrei completamente gradito un libro di Joanne Harris, e la pietra dello scandalo e', nello specifico, "Le scarpe rosse".
Intendiamoci: non che non mi sia piaciuto. Come ho scritto anche nel commento che ho lasciato su Anobii, la Harris e' in grado di creare un'atmosfera familiare che ti fa sentire bene, del tipo candele-coccole-cioccolata calda, tanto per intenderci.
Pero' gli altri libri che ho letto erano non dico innovativi ma di certo ti stupivano, arrivava il momento in cui un minimo di colpo di scena cambiava le carte in tavola. Invece qua il finale e' abbastanza scontato, si avvicina pericolosamente ad un romanzo rosa, condito da qualche elemento pagano-per-consumatori e nonostante sia narrato da 3 persone diverse non offre sfumature che si discostino molto dalla narrazione principale.
E' senz'altro un libro che si legge agevolmente, ma mi manca la "mia" Joanne...a casa ho ancora "Profumi, giochi e cuori infranti" intonso, ora faccio una pausa (che impieghero'per leggere "La gatta che amava le acciughe", uno dei tanti libri a tema felino che ho preso ultimamente) e poi mi ributtero' a capofitto in quest'altro romanzo.
Buon weekend gente!
Tesoro, quanto hai scritto sulla condivisione che hai provato con quella ragazza in treno e sulla speranza di un presente/specchio, dove anche lei sia felice come te oggi, mi ha davvero commossa...
RispondiEliminaI momenti bui, i cattivi ricordi ci sono sempre, ma bisogna sempre rimanere ancorati a ciò che si ha e che è più importante di ogni altra cosa: il nostre presente.
Il film con la Cruz l'ho amato moltissimo anche io e non vedo l'ora di rivederlo!
Mi spiace per "Le scarpe rosse". Anche a me non è piaciuto come gli altri, ma la sensazione di tepore della Harris l'ho sentita come sempre!
Attendo tuoi aggiornamenti su giorni e orari in cui potresti passare da queste parti :-)
E comprati il "Vanity Fair"... basta guardare la copetina per volerlo SUBITO!
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buona domenica
Mara
Ciao tesoriiiinoooooooo :)
RispondiEliminaquando ci vediamo devo restituirti un pò di dindini, calcolo effettuato im super eccesso, il principe bianco ha controllato ;)
ps: stasera vado a vedere sweeney todd, poi ti dico ;)
basciiiiiiiiiiiiiii