giovedì 24 gennaio 2008

Senza titolo 355

LIBERA NOS A MALO


Recensione (stavolta unica) del post perche' gli altri libri sono ancora "work in progress": Libera Nos a Malo di Luigi Meneghello.


Questo libro l'ho comprato su consiglio di Marina, che e' la mia consulente personale dei libri "classici", quelli che, per intenderci, hanno a che fare con premi Nobel, Strega, Pulitzer e via dicendo, mentre io ricambio con delle dritte (spero azzeccate) su letture un po' piu' alternative.


Mi piaceva il titolo, di questo libro. Mi e' piaciuto ancora di piu' quando ho capito che Malo non e' solo l'ablativo del sostantivo Malus (se le mie memorie dello studio del latino non mi tradiscono) ma anche il nome del paese dove il nostro autore e' nato e cresciuto e di cui, ovviamente, racconta nel romanzo.


Io adoro i libri di ricordi, specie se hanno quel sapore antico delle vecchie case, di caminetti, lenzuola lavate con la cenere, tinozze, campi di lavanda e pane fatto in casa. Sono sempre stata abbastanza antica in questo e sempre lo saro'. E "Libera nos a Malo" non fa certo eccezione, anche perche' lo stile e' indubbiamente quello di uno scrittore serio, mica Melissa P. E, oltre al lato "romantico" della vita di una volta, e' uno spaccato storico sull'Italia della seconda guerra mondiale e sui cambiamenti che le sono seguiti.


L'unico neo (ma il neo e' mio, non di Meneghello) e' l'utilizzo a profusione di discorsi in dialetto vicentino.


Ora: ricordo di aver letto alle superiori "Quel pasticciaccio brutto di via Merulana" di Carlo Emilio Gadda, che era tutto in romanesco, ma di non aver trovato tantissime difficolta' nel capire i dialoghi..complice, forse, l'utilizzo piu' diffuso di tale dialetto nei film e nelle commedie, per cui diciamo che ero dotata di orecchio piu' allenato per sostenere una lettura di questo tipo.


Il dialetto vicentino, invece, chi lo conosce? Ho faticato un pochetto, ma alla fine ce l'ho fatta, e dopo una faticosa salita a rilento, da meta' del libro in poi tutto e' stato una divertentissima discesa: i capitoli scorrono piu' veloci e il cervello ormai un pochino abituato ai termini dialettali, riesce a strecciarsi meglio.


Sono contenta di non aver abbandonato la lettura, in fondo non lo faccio quasi mai.


Ora mi dedico alle risate di "La versione di Barney" (consigliatissimo!! Se l'ho gia' consigliato ve lo riconsiglio!) e a "Cinque quarti d'arancia" di Joanne Harris, che promette bene..


Nel sito di IBS ho una lista di libri da prendere che se la stampo posso avvolgerci casa come una mummia..ce la faro'! Piano piano, ma ce la faro'!


Baci..


2 commenti:

  1. grandissima chicca!

    quale libro di brunella hai preso? devo saperlo, mica puoi lasciarmi così!


    ps: questo libro, così ben recensito mi ha ispirato moltissimo!

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