DIE GROSSE STILLE-IL GRANDE SILENZIO
Ieri, nella fase di svaccamento post-lavoro sul divano, mi e' capitato di vedere su SKY un film che ai tempi in cui usci' al cinema mi mise tantissima curiosita' addosso, ma che nonostante questo non riuscii a vedere: Il Grande Silenzio o, nel titolo originale, Die Grosse Stille.
In realta' questo film e' un documentario, girato nel monastero di Grenouille in Francia, dove un paziente e volenteroso regista tedesco ha realizzato delle sessioni molto lunghe nelle quali si racconta la vita quotidiana di questi frati che, come il titolo fa intuire, hanno fatto voto di silenzio.
Il che implica, ovviamente, che il film sia quasi completamente muto, fatta eccezione per qualche piccolo spaccato di preghiera comune e cerimonie di iniziazione ai novizi.
Il Grande Silenzio dura anche molto tempo, per cui non nascondo che effettivamente nel complesso e' un po' pesante, specie se guardato in TV (perche' magari al cinema l'eccezionale fotografia potevano sostituire in modo decisamente migliore l'assenza di dialoghi) ma per fortuna cio' che la TV non sminuisce e' il gran senso di profonda pace che regna in questo posto bellissimo.
Se devo essere onesta, mentre guardavo la quotidiana routine di questi frati, mi chiedevo: ma cos'e' che spinge una persona che sente dentro di se' il richiamo di Dio a negare quello che suppongo sia ritenuto un dono divino, cioe' la voce?
Perche' mettere un muro di non-comunicazione fra se' e quelli che-sempre dal punto di vista religioso-sono i tuoi fratelli?
La risposta e' arrivata subito dopo attraverso alcune citazioni del Vangelo e della Bibbia che si alternano alle immagini: il silenzio, oltre ad essere una penitenza autoinflitta come il digiuno e la poverta', ti aiuta a scavare cosi' a fondo dentro di te e a conoscerti tanto bene che soltanto cosi', cioe' solo creando una sorta di santuario nella tua profonda essenza, sarai capace di ricevere Dio.
Ora io non voglio entrare in questi ambiti che di certo richiedono una preparazione cristiana di molto superiore alla mia, pero' certo e' che dal punto di vista umano rinunciare A VITA al dono della parola, c'e' da diventare matti, mica per scherzo.
Ma se proprio vogliamo dare un colpo al cerchio e uno alla botte, e' anche vero che un'esperienza del genere ti cambia profondamente. Diventi davvero un santuario, una persona che racchiude dentro di se' un fantastilione di cose.
E onestamente dicevo a Teo che quasi quasi e' un'esperienza da non sottovalutare.
Non a vita, ma credo che se mi venisse offerta l'opportunita' di passare un mese o anche due in un posto del genere, dove non parli ma puoi leggere, pensare, passeggiare, scrivere e riflettere mentre hai davanti lo spettacolo delle Alpi francesi..quasi quasi direi di si.
Sarebbe una purificazione per me, non religiosa (ovviamente, non essendo io cattolica), ma di certo personale.
Sono sicura che ne uscirei cambiata, in meglio. Il troppo caos ti mette davanti delle priorita' che poi effettivamente non sono tali.
Magari mi informo e un giorno parto. Ho un gran bisogno di silenzio, pare...
un po' di silenzio non sarebbe affatto male
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RispondiElimina11/01/99 11/01/2008
quanto ci manchi Faber!!!
Ho sentito parlare, qualche volta, di questi frati e anche di gruppetti di ragazzi che, ogni tanto, decidevano di trascorrere una o due settimane in questi monasteri. Alcuni, effettivamente, sono aperti alla gente comune. Di certo chi ci va è per il 99% appartenente alla cultura cristiana, ma ciò non toglie che la loro spiegazione mi convince, o meglio.... la tua!
RispondiEliminaSe un giorno ti dovesse capitare di trovare un luogo così, e quel periodo dovesse combaciare con le mie ferie ti farei compagnia, molto volentieri.
Non scherzo, eh!
Aspetto la tua lettera tesoro, a presto ;-)