BEAUTY PAGEANTS: INCUBI AD OCCHI APERTI.
Ieri sera, abbandonata anzitempo dal Beci che è crollato nel letto alle 9 di sera, stavo guardando "Mulholland Drive" cercando invano di capirci qualcosa, quando all'improvviso mi sono ricordata che, alle 10, Sky avrebbe mandato in onda "Little Miss America", uno di quei programmi smaccatamente ammerigani che fanno tanto figo qui in Italia, dove, come si sa, ci beviamo di tutto- specie se questo tutto viene passato in TV- e dove qualsiasi cosa sia, appunto, smaccatamente ammerigana, ci piace un casino.
Mea culpa: ho guardato questo programma per pura curiosità, quella che fortunatamente da sempre mi viene quando si tratta di conoscere e imparare sugli usi e costumi delle altre nazioni (studiando le lingue diventa quasi una deformazione professionale, la cultura di un popolo fa ovviamente parte della conoscenza di una lingua, è banale anche dirlo), ma ciò che ho visto va così al di là delle mie più nere previsioni che da ieri non riesco a non pensarci.
Ciò che ho visto è così triste e a tratti raccapricciante che francamente stento a comprendere come nessuno si sia mai accorto che questo è un maltrattamento ai minori, che si tinge di quelle tinte fosche e terribili di pedofilia mascherata da "innocenti" gare di bellezza.
Lungi da me essere bacchettona, voglio dire: non condanno la bellezza e il fatto di mostrarla quando se ne è in possesso, ma sono convinta-in questo caso, come anche in generale- che il senso della misura e il buon gusto siano una "condicio sine qua non", elementi che ormai troppo spesso vengono dimenticati ma che, particolarmente in questo ambito, sarebbero opportuni.
Si tratta di formare giovani menti e di dare un'impronta che poi si seguiranno per il resto della vita, mica roba da ridere. E infatti, c'è davvero da piangere.
Inizio il mio resoconto facendo una passo indietro, tornando a 13 anni fa: correva l'anno 1996 quando da oltreoceano giunse notizia di un orribile fatto di cronaca nera: Jon Benèt Ramsey, una "reginetta di bellezza" di 6 anni, fu trovata nella cantina di casa sua, legata mani e piedi e strangolata. L'autopsia rivelò poi un trauma cranico e prove di un avvenuto stupro:
Ad oggi, il caso è ancora insoluto.
Non si sa chi sia stato e perché, anche se si vociferava (vado sempre a memoria) che l'omicida fosse il padre, colpevole, secondo i sospetti iniziali, di provare un amore non soltanto paterno per la figlia, la quale, dal canto suo, a 6 anni vantava già un curriculum da fare impallidire una modella professionista.
Nessuno trovò mai le prove per incolpare il padre o chiunque altro e così la morte di Jon Benèt resta un mistero e restano queste foto, che la ritraggono bellissima, ma senza l'ombra della spontaneità di una bambina di 6 anni.
Si, perché a quanto ho capito ieri, la spontaneità è una cosa che non viene affatto premiata in questo tipo di concorsi: sorrisi finti, pose finte, entusiasmo finto, fino ad arrivare ad esagerazioni esilaranti, come ad esempio il modo di camminare che cambia a seconda del vestito che s'indossa (giuro!! esiste la camminata elegante, quella sbarazzina, quella country, quella "col saltello per attirare l'attenzione dei giudici quando si entra in passerella", ecc.)e ripeto: stiamo parlando di CAMMINARE, cosa che queste bambine hanno iniziato a fare, in generale e senza nessuno stile particolare, solo poco tempo prima.
Sempre SE hanno imparato, perché i concorsi di bellezza prevedono addirittura fasce d'età anche da 0 ad 1 anno, dove i bebè vengono presi in braccio dai genitori che entrano in passerella e li mostrano come bistecche dal macellaio, per non parlare poi di chi cammina appena (fascia d'tà 1-3 anni) che invece, per paura di perdere l'equilibrio precario reso ancor più instabile da scarpe non idonee, restano in mezzo al palco deliziando le tristissime giudici pluri60enni con sculettamenti vari, battito di ciglioni (finti anche quelli), ditina puntate sul guancino (mooolto Shirley Temple) e -almeno quello è naturale- un disarmante sguardo perso nel vuoto.
E ci credo, che sono perse nel vuoto. Ma come fai, a quell'età, a far finta di essere adulto? Neanche la voglia, ti viene. E invece io adesso vorrei chiedere a tutti di darmi un'opinione. I soggetti delle foto seguenti, secondo voi, cosa conservano della loro età??
Vorrei sapere cosa c'è di infantile in questo.
O in questo.
O, peggio ancora, in questo.
Voglio sapere cosa salta in testa alla gente, che cosa c'è che ti spinge a far diventare tua figlia un essere inquietante a metà fra la tenerezza che ti fa una bimba e la pulsione sessuale che ti provoca una bella donna adulta. Perché è questo che mi ha gelato il sangue nelle vene. Ripeto, non sono moralista, non sono nemmeno religiosa! ma non sono neanche stupida, e non credo che in queste foto si possa negare l'aspetto smaccatamente allusorio al sesso.
E invece, quei genitori lì sembrano indemoniati: persone (spesso frustrate) che sgomitano e fanno il tifo come allo stadio, che smettono di lavorare per poter seguire la carriera delle figlie nei concorsi di bellezza, gente che trucca e parrucca la prole anche per mandarla al supermercato sotto casa, madri soffocanti e padri ossessivi che magari fanno due lavori e tolgono il cibo dal piatto loro e di eventuali altri figli (spesso rei di non essere altrettanto belli, quindi relegati nell'ombra e obbligati a tifare per il "tesoro di casa", cioè la reginetta di turno)per potersi permettere abiti, iscrizioni ai concorsi a costi stratosferici, viaggi e preparazione professionale per queste povere creature.
Preparazione, si, perché dietro tutto ciò ovviamente esiste un esercito di make up artists e parrucchieri professionisti, di trainers addirittura! che quasi sempre sono donne che hanno subìto lo stesso infame trattamento da bambine e che, non essendo riuscite poi a sfondare nel campo dello spettacolo, si riciclano come insegnanti.
E non sapevo, ieri, se ridere o piangere ai commenti delle famiglie:
"Non è arrivata prima? Beh, sarà una lezione di vita"
"Lavoro 20 ore al giorno per permettermi tutto questo, ma è un investimento per il futuro"
"Audrey, ancora non riesci a camminare con le scarpe alte, mettiti i tacchi quando passi l'aspirapolvere in camera, così ti eserciti"
Durante una seduta con l'estetista, che spruzza roba chimica sul corpo di una poveraccia di 10 anni per farla sembrare abbronzata:
Estetista:"Ti brucia sulla pelle?"
Bambina: "Si, un po'"
Estetista e madre, in coro: "Chi bella vuole apparire, un po' deve soffrire!"
Un fratello di circa 8 anni, dopo la sconfitta della sorella al concorso: "Si, ma è una vergogna, almeno il premio acconciatura glielo potevano dare!"(ora: un normale bambino maschio di 8 anni, un'acconciatura non sa neanche cosa sia. Il che indica che in casa non si parla d'altro dalla mattina alla sera).
Boh, ho tante domande, e quasi nessuna riposta.
Per fortuna.
Perché se non trovo risposta, probabilmente vuol dire che ancora conservo la mia sanità mentale.
Ma ho lo stesso molte reazioni, davanti a questo spettacolo: provo innanzitutto immenso dispiacere e forse pietà per quelle bambine. Le vedi totalmente indifferenti al polverone che capita loro intorno, e questo significa che a loro, dei concorsi di bellezza, non frega un emerito cavolo.
Ma DEVONO farli lo stesso, per non deludere mamma e papà, per dimostrare a tutti di essere belle, e quindi meritevoli di affetto.
Se a 6 anni devi strapparti le sopracciglia per rendere i tuoi genitori orgogliosi di te, sei messa male. Sarai messa anche peggio dopo, quando non avrai più la tenerissima età dalla tua parte, e sarai una delle tante 20enni travestite da 40enni e la gente, invece di applaudirti, ti riderà dietro. E non oso pensare a quando vedrai la bellezza svanire con l'età, o quantomeno modificarsi.
La bellezza è molto importante, ma diamine, non è ancora tutto. E sono quindi molto arrabbiata per il fatto che stiano raccontando a queste bambine delle grosse bugie...ed è proprio la famiglia a farlo! L'unico nucleo di gente che non dovrebbe ingannarti mai!
Le vedo già grandi, e soffro per loro. Soffro per le loro sofferenze, non certe, ma probabili.
Soffro perché delle menti pensanti che potrebbero rivelarsi brillanti, colorate, versatili, utili al prossimo e a loro stesse, saranno solo qualcosa che è dentro ad un bel corpo. Dei fiori non coltivati, ma lasciati crescere a casaccio, in un bozzolo che invece è una serra.
Temo inoltre una nefasta influenza di tali manifestazioni anche qui da noi, dove si copia qualunque cosa, in particolare se hanno elementi biondofuxia di "squallore Paris Hilton". Non so se i concorsi di bellezza per bambine siano già esistenti in Italia, ma spero davvero che, se ci fossero, non arrivino a quei livelli di degrado culturale.
Consiglio un film che in molti avranno già visto, "Little Miss Sunshine", divertentissimo ma anche molto, molto trasparente su questo tema.
Olive è il mio mito, così come lo è stato il regista nel girare questo film. Evidentemente, la pensava come me!
Meditiamo, gente, meditiamo.